Tutto nasce nei commenti del blog http://simone.blogs.it/, dove gli animi si sono scaldati quando, nei confronti di un signore che non vede di buon occhio gli anonimi, viene usata l'espressione 'cyber-bigotto'.
Il signore in questione sarei io. In realtà come si può vedere dalla fonte originale (che il barbiere ha consultato distrattamente) io ho solo detto che esprimere solidarietà con nome e cognome vale di più che farlo nascosti dietro uno pseudonimo. Comunque non mi arrabbio, anch'io non è che leggo sempre le cose con attenzione. E poi le opinioni espresse (a parte quelle del simpaticone che mi ha dato del cyber-bigotto) sono tutte condivisibili, specie quella di Antonio. Però non mi riconosco neanche un po' nella descrizione che il barbiere fa del cyber bigotto
Il cyber-bigotto è quello che dietro l'anonimato vede necessariamente il male: o qualche psicopatico che dà sfogo alla propria mente contorta o dei talebano-haker-fondamentalisti del web che rivendicano una sorta di diritto all'anonimato per poter magari crackare, scaricare (illegalmente), infettare e compiere scorribande varie senza subire conseguenze.
L'anonimato è anche questo, ma solo in minima parte.
Aaargh. Ovviamente la penso in maniera decisamente diversa.
Questa sì che è pirateria! Sembra che il nuovo film della serie del Signore degli Anelli sia già scambiato in rete quattro mesi prima di uscire nelle sale. The Two Towers Hits the Net [Slashdot]