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Massimo Morelli's Radio Weblog
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sabato 30 novembre 2002
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Mi stanno arrivando i primi visitatori da Technorati, che è proprio un sito interessante. Consente di vedere chi ti linka, e consente di misurare il rango su una query google. Che è una cosa che potrebbe risparmiare a Massimo o a me la sindrome del tunnel carpale (può venire a cliccare ripetutamente su una freccina :-) ).
PS: sono sempre davanti al baffino, però.
2:35:11 PM
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Cose interessanti dalla rete:
2:26:03 PM
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giovedì 28 novembre 2002
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Economist di questa settimana ha uno speciale sulle armi biologiche. Brrr.
“Dark Winter”, a government study completed in June 2001 that modelled the effects of a smallpox attack on three American cities, concluded that within two months there would be 1m dead and twice as many infected.
10:08:12 PM
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Cosmologia. Una fisica greca che lavora in Canada ( Fotini Markopoulou Kalamara, se volete telefonarle sulla pagina della facoltà c'è anche il telefono) è intervistata su scientific american perché sta lavorando ad una teoria del tutto, che unisce fisica quantistica e relatività.
La teoria si chiama Loop Quantum Gravity (LQG) ed è in diretta competizione con la teoria delle stringhe, che è la teoria del tutto più accreditata, ma presuppone cose un po' strane, tipo che ci siano 26 dimensioni e altre cose da pazzi. Ho trovato anche un sito dedicato alla gravità quantistica, con un saggio su LQG che fin dal primo paragrafo mi fa capire che non saprò mai cos'è:
Loop quantum gravity provides a general framework for diffeomorphism invariant quantum field theories, within which there is a complete quantization of Einstein's theory of general relativity. There is both a canonical and path integral formalism. In the canonical formalism the Hilbert space of spatially diffeomorphism invariant states has been constructed in closed form. Regularization procedures have been developed which result in finite, diffeomorphsim invariant or covariant operators which represent certain classical diffeomororphism invariant or covariant functions on the phase space. Among these are the area and volume operators, which turn out to have finite, computable spectra. These spectra have been computed in detail.

9:48:36 PM
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Vi prego fermatelo. Questo è Edo, il portiere della mia squadra di calcio amatoriale (mia nel senso che ci gioco), vestito da prete nella curva della Juventus, durante Juventus Bologna della settimana scorsa. Le sue parole: "PREDICO LA FEDE ROSSOBLU...E TI DIRO' QUALCUNO HA ANCHE DETTO FORZA BOLOGNA! SONO IL NUOVO MESSIA DEL BOLOGNA!!!"
Oggi questa foto è sul Carlino. L'articolista, pietoso, ha nascosto la follia del gesto dietro improbabili messaggi di pace fra le tifoserie. Pare che Edo si presenterà in curva Laziale con amico nero al prossimo Lazio Bologna.
Per stavolta è sopravvissuto, ma è una fortuna che potrebbe non ripetersi, specialmente coi laziali. Se conoscete un ultras intercedete per Edo, ha moglie e figli. E poi non para niente male.

2:06:53 PM
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Una ricerca inglese (riportata dalla BBC) dice che la chi compra un collegamento "broadband", (tipo ADSL o Fastweb, da noi) non lo fa per la velocità, o per essere sempre collegato, ma per non avere l'ansia che ogni minuto che passa sono dollaroni per la telecom. Intuitivamente mi sembra molto giusto.
Ma allora perché qualche provider non offre un abbonamento ADSL a tariffa fissa, con banda strozzata ad una velocità appena superiore al modem (tipo 80Kbs), a tariffa molto bassa (per es. 19,90 €/mese)? Secondo me la farebbero in molti, poi chi ne ha bisogno pagherebbe il premio per la banda larga. Forse sono le tariffe che telecom fa agli altri provider a scoraggiare la cosa. Ma allora il garante? il ministro? (vabbè, il ministro è Gasparri, ritiro). Broadband's Unintended Consequences [Slashdot]
9:19:08 AM
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mercoledì 27 novembre 2002
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Byte online passa a pagamento, ergo è a pochi mesi dalla chiusura definitiva. Byte era una grandissima rivista, finche è stata su carta. L'ho letta a sbafo dal '90 al '95 e poi sono stato abbonato fino alla chiusura. Non seguivo neanche più il sito, tanto c'era rimasto quasi solo Jerry Pournelle. Obi Wan Udell non potrà fare nulla questa volta.
A disturbance in the force.
Dear BYTE.com reader, Since BYTE.com opened its doors in 1998, the site has been freely available to all comers, with the goal that banner advertising would foot the bill. But in fact, as with a lot of sites, advertising has never carried its weight. Consequently, we're faced with two choices -- finding alternative ways of funding BYTE.com or (gulp!) shutting it down.
I sense a great disturbance in the force. Thousands of links cried out, and then were gone.
[..] Thankfully those columns, and the entire five-year magazine archive I placed online, remain accessible. I implore CMP to consider doing the same for the post-1998 BYTE.com material. Charge for new stuff, but preserve the legacy. Hosting a few thousand static HTML files isn't expensive, but I'll be glad to pay you something to not disrupt my namespace. [Jon's Radio (full-length descriptions)]
11:03:06 PM
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Oggi l'autostrada mi è stata nemica e amica. Nemica perché ho fatto tardi, tornando da Sassuolo, amica perché mi ha consentito di sentire un'altra puntata della trasmissione di Odifreddi (chi si fosse perso le sue recensioni sui libri di Zichichi è pregato di rimediare), su radio 2.
Si parlava di Euclide, mica dell'ultimo imbezèl (se si fanno processi per l'uso della parola pirla consentitemi di utilizzare il mio, di vernacolo).
Beh, per non essere da meno vi segnalo un bel sito su Aristotele, con tanto di gadget e magliette.
10:16:25 PM
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martedì 26 novembre 2002
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Spazzacamino, maniscalco, copista e adesso comparsa.
Si allunga la lista dei lavori che la tecnologia fa scomparire. Nel secondo episodio della saga del Signore degli Anelli ("Le due torri") una battaglia con 50.000 elfi, nani, hobbit e uomini è interamente simulata al calcolatore. L'articolo è affascinante (anche se scritto con un font oftalmico), ad ogni creatura virtuale viene dato un cervello rudimentale, e essa effettivamente combatte con il nemico.
Peccato. Peter Sellers in Hollywood Party, uno dei miei film preferiti, era proprio una comparsa.

9:35:00 AM
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lunedì 25 novembre 2002
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Ho finito Mucchio d'ossa di Stephen King. Mi è piaciuto abbastanza, ma le recensioni trionfalistiche mi sembrano eccessive. Forse la traduzione aveva qualche difetto, o forse mi ha disturbato un eccessivo ricorso ai fantasmi come deus ex machina della storia, ma per me non si piazza nei primi cinque libri di King (fra quelli che ho letto, che non sono tutti).
Comunque King è sempre bravo. 
9:53:49 AM
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domenica 24 novembre 2002
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Google zeitgest di ottobre non molto incoraggiante. Ecco le query a google più gettonate in ottobre in Italia:
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Popular Queries October 2002 |
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Top TV Programs October 2002 |
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9:03:31 PM
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Economist fa un uso delle statistiche quasi perfetto, sintetiche, chiare e con uno stile ormai caratteristico. Tufte ne sarebbe orgoglioso. Talvolta è fin troppo creativo: per esempio in questo grafico (che prendo a prestito, e spero che non si offendano) cerca di misurare recessione e deflazione dal numero di volte che queste parole vengono nominate sui giornali.

8:41:29 PM
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Mattinata stanca e piovosa. Due giorni di arretrato di notizie ma non è successo quasi niente. Cesare dice la sua sugli avvenimenti in Nigeria e l'ultima puntata di Report (che ho visto, bella ma triste). Mim*mina cita il Vernacoliere (me lo ricordo divertentissimo quando facevo il militare a Firenze troppi anni fa. Strepitosa la striscia RUBOCOP su Craxi). Un contrappunto di Mantellini sul marketing (niente link, leggetevelo su PI domani). Interessante. Una bella apparizione di Sabina Guzzanti ieri sera in tv (che ho visto per caso rientrando dal cinema dopo aver visto The Bourne Identity (scontato ma molto ben fatto, niente link perché il sito fa schifo).
Strani link sul mio referer log (se qualcuno sa che roba è me lo faccia sapere, grazie). Inseguendo i miei referer ho anche scoperto un altro paio di blog interessanti. A proposito di "referer hunting" (cercare chi ti legge per vedere chi è), chiedo scusa se non ringrazio sempre chi ha un link al mio sito (come fa mim*mina che è più educata di me). Facciamo che ringrazio tutti in una volta. Grazie.
Altre notizie sono che Mastercard ha cambiato il suo sistema di back end e gli è costato 160.000.000$. Un bel progettino. Poi qualche genialone ha previsto l'open source a riscatto (un po' come le case popolari degli anni '60).
E intanto continua a piovere.
10:17:16 AM
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venerdì 22 novembre 2002
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Se pensate di essere dei tipi prudenti, qui c'è chi vi batte di sicuro. La lifeboat foundation vuole portarvi in salvo nello spazio, qualora foste minacciati (fra le altre cose) dai grey goos, che sarebbero dei biovorous self-replicating nanorobots (sic!), nientemeno. E la gufata finale è "predire la pioggia non conta, costruire arche invece sì".
The Lifeboat Foundation is a nonprofit, nongovernmental organization, dedicated to providing solutions that will safeguard humanity from the growing threat of terrorism and technological cataclysm. An Interstellar Lifeboat for Humanity [Slashdot] 
11:14:52 PM
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giovedì 21 novembre 2002
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mercoledì 20 novembre 2002
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Due dei miei autori preferiti (maître à penser ?) Joel e Jon scrivono quasi contemporaneamente su come fermare lo Spam (non si offenda Paolo. Lui ne ha scritto ma senza dare soluzioni). La proposta di Joel è quella di pagare per mandare ed essere pagati per ricevere. Somme infinitesimali, ma che ripetute per i milioni di email che gli spammer inviano, spostano l'economia dell'operazione.
Here's what I'd like to see: a system that delivers an email for one cent. Nobody has to use it, but if you want to get your messages through, you pay one cent and the system delivers it for you. Every spam filtering system on earth can safely whitelist all email that comes from the one cent server, because no spammer can afford the penny times the 19 million messages they send. I would use it for all my email. You could even give 3/4s of a cent to the recipient as a credit to use for sending their own mail, keeping the 1/4 cent to pay for the servers. Eventually, if it caught on, you wouldn't need a spam filter: just put all the free email in a suspect folder, and check it once a week in case some old school holdouts insist on sending you email without paying.
Jon invece è meno provocatorio. Un sistema per evitare lo spam, dice da tempo, è l'identificazione. Basterebbe che tutti avessimo un certificato Verisign o Thawte, lo installassimo nel sistema di posta (come si può fare credo dal 97) e piano piano gli sconosciuti che ci scrivono sarebbero facilmente messi in una lista a minore priorità.
Poi viene la parte più interessante: perché ci rompono tanto gli zebedei con l'effetto rete (l'utilità di farsi certificare è una funzione esponenziale del numero dei certificati), se in questo caso dimostra evidentemente di non funzionare?
La matematica che regola il fenomeno dovrebbe essere esattamente la stessa della reazione a catena che fa fare bum alle bombe nucleari. Se il numero di reazioni, pardon di certificazioni, è tale che l'esponenziale è positivo, allora si ha la massa critica e tutti si certificano. Altrimenti niente, e tanto spam. E allora white list (mi segno quelli che mi possono mandare le mail) software antispam e via andare. E se fosse proprio la fatica di usare questi rimedi che spingesse l'esponenziale verso il valore positivo, oltre la soglia (activation network), e ci facesse finalmente usare la crittografia a chiave pubblica?
This has been, so far, one of those theoretical network-effect benefits that hasn't been compelling enough to motivate people to jump through the hoops that now complicate the acquisition of a digital ID -- or to spur vendors to simplify that process. I've often wondered what it would take to get us over the activation threshold. Maybe whitelists are it. When everyone has to register on everyone else's whitelist, PKI's core value proposition -- trusted communication without prearrangement -- will finally start to make sense.
Aggiornamento: Jon ritorna sull'argomento.
11:35:01 PM
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Evidentemente i Queen si sbagliavano. Duecento persone si sono riunite per discutere di come trovare l'immortalità. Sembra che il modo migliore sia patire la fame
There's no time for us There's no place for us What is this thing that builds our dreams, yet slips away from us
Who wants to live forever Who wants to live forever . . . . . ? Oh ooo oh There's no chance for us It's all decided for us This world has only one sweet moment set aside for us
Who wants to live forever Who wants to live forever Ooh Who dares to love forever Oh oo woh, when love must die
But touch my tears with your lips Touch my world with your fingertips And we can have forever And we can love forever Forever is our today
Who wants to live forever Who wants to live forever Forever is our today Who waits forever anyway ?
A Few Ways to Win Mortality War. United in the cause to outwit the grim reaper, experts in nanotechnology, cloning and artificial intelligence explain how they plan to do it. Kristen Philipkoski reports from a life extension confab in Newport Beach, California. [Wired News]
10:36:32 PM
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Joel commenta il nuovo libro di Goldratt. Ho letto "L'obiettivo" molti anni fa e non so se non l'ho capito o era troppo ovvio. Comunque mi è piaciuto. Adesso Joel commenta positivamente sia "The Goal" che il nuovo libro Critical Chain
I can't do justice to an entire book in this short post, but if you're doing any kind of project scheduling or management, I highly recommend that you read both books (read The Goal first no matter what you do, both because it's more entertaining, and because it teaches you the foundation you need for Critical Chain). [Joel on Software]
10:24:02 PM
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Grandissima segnalazione, Massimo. Non ho nulla da aggiungere se non che l'orario è un disastro per me. Di solito alle otto mangio poi gioco con i bambini. Oggi però quasi spero nel solito ingorgo in autostrada (la Bologna-Modena, se qualcuno di voi la sente nominare alla radio mi pensi, ci sono spesso) per sentirmi il buon Odifreddi.
Potenza della radio. Io ho sempre odiato la matematica. Eppure da qualche sera su Radio 2 Piergiorgio Odifreddi mi sta facendo cambiare idea. Il programma in questione, Alle otto della sera, e' una vera e propria isola di intelligenza, qualsiasi sia la materia di cui si parla. Odifreddi - che in rete molti conoscono per essere stato querelato da Antonino Zichichi a causa di questa fantastica recensione ad un libro del fisico (?) siciliano - nelle puntate in onda in questi giorni tratta del teorema di Fermat. Il mio consiglio e' di ascoltare almeno la prima puntata. Stasera alle 8 "live" la terza puntata. [manteblog]
Aggiornamento: Macchè, niente coda. Comunque ho fatto in tempo a sentire i primi 15 minuti. Ottimo.
6:36:07 PM
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martedì 19 novembre 2002
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lunedì 18 novembre 2002
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Articolo su Kuro5hin sulla malignità delle thread. Beh, io sono troppo giovane per aver letto l'articolo di Dijkstra (grand'uomo, morto da poco) quando è uscito, ma "Csh programming considered harmful" di Tom Christiansen l'ho letto. All'epoca, quando lavoravo davvero. E questo mi data, temo. Ad ogni modo mi è rimasta la passione per tutti gli articoli con "considered harmful" nel titolo. Quindi ho letto anche questo.
Threads Considered Harmful. A little known anecdote is that after Dijkstra's famous paper in "Communications of the ACM" titled "Goto Considered Harmful", and after the reactions, the ACM has adopted a policy of not allowing papers with "... Considered Harmful" in the title. [kuro5hin.org]
Ma googlando (e così pugnalando l'italiano alla schiena) ho scoperto che c'è un mondo di "considered harmful", persino un blog.
(Per questo post mi costituisco alla rubrica "echissenefrega")
11:24:12 PM
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Ma guarda. Dove si dimostra che il monopolio paga.
The client division, which markets Windows, generated operating profits last quarter of $2.48bn on revenues of $2.89bn, implying margins of 85 per cent. [NYT]
10:54:09 PM
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domenica 17 novembre 2002
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L'ultima crypto-gram (di Bruce Schneier) mi porta a scrivere di sicurezza. Intanto sta per uscire il nuovo libro di Schneier, che non ha ancora titolo:
The book walks the reader, step by step, through security: what works, what doesn't, and why. It gives general principles that the reader can use to understand and evaluate security. It illustrates those principles with anecdotes from all over: crime, war, history, sports, natural science, myth, literature, and movies. And it gives the reader a simple process that he can use to understand the difference between good security and bad security.
Non so se avete visto in rete che Windows 2000 è stato certificato CAPP/EAL4 secondo i Common Criteria. Per molti di noi questo sembra cinese (gli anni da quando mi occupavo di sicurezza sono passati inesorabili), ma il buon bruce produce un link a qualcuno che ci spiega cosa vuol dire:
Nulla.
Il common criteria sono un modo per valutare secondo la sicurezza determinati prodotti. Siccome sicurezza in assoluto non ha significato (viene in mente il maratoneta: "è sicuro?") si divide la cosa in due parti: si definisce il livello di sicurezza e si definisce il grado di confidenza con cui questo livello è raggiunto.
Bene CAPP/EAL4 significa: non è molto sicuro (CAPP) e non so neanche tanto bene se questo è vero (EAL4).
In the case of CAPP, an EAL4 evaluation tells you everything you need to know. It tells you that Microsoft spent millions of dollars producing documentation that shows that Windows 2000 meets an inadequate set of requirements, and that you can have reasonably strong confidence that this is the case.

2:15:37 PM
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sabato 16 novembre 2002
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Non mi ricordo più chi diceva che non apprezzava le frasi di una sola parola. Forse Cesare. No era Antonio. Beh, a me piacciono. Molto.
Sembra che non riesca a stare vicino al PC in questi giorni. Il news aggregator è pieno come la pancia di Giuliano Ferrara. Per non parlare dei blog che non hanno un feed rss, come per esempio quello di Luca Sofri, o quello di Sabelli Fioretti (a cui, lo confesso, ho anche scritto). Infatti è solo grazie a Massimo che ho letto la bella lettera di Luca sulla questione del padre. Bella. Molto. Leggetela. Tutta. Specie la fine.
[..] una cosa mi sento di farla: ricopio in questo blog la lunga risposta di Luca Sofri a Claudio Sabelli Fioretti sul cui blog in questi giorni al riguardo se ne sono lette di tutti i colori. [manteblog]
6:14:27 PM
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giovedì 14 novembre 2002
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Matrix è pieno di pubblicità, quindi ho tempo di ricercare citazioni dal libro di Tufte. Mi è rimasto in mente il famoso grafico della campagna di Russia di Napoleone "the best statistical graphic ever drawn". Quello sotto è la migliore riproduzione che ho trovato.

This map drawn by Charles Joseph Minard portrays the losses suffered by Napoleon’s army in the Russian campaign of 1812. Beginning at the left on the Polish-Russian border near the Niemen, the thick band shows the size of the army (422,000 men) as it invaded Russia. The width of the band indicates the size of the army at each position. In September, the army reached Moscow with 100,000 men. The path of Napoleon’s retreat from Moscow in the bitterly cold winter is depicted by the dark lower band, which is tied to temperature and time scales. The remains of the Grande Armée struggled out of Russia with 10,000 men. Minard’s graphic tells a rich, coherent story with its multivariate data, far more enlightening than just a single number bouncing along over time. Six variables are plotted: the size of the army, its location on a two-dimensional surface, direction of the army’s movement, and temperature on various dates during the retreat from Moscow. It may well be the best statistical graphic ever drawn.
11:05:37 PM
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Jon Udell, sempre lui, racconta del nuovo sistema informativo di Delta airlines: Delta gets it.
There were two large-screen monitors at my gate. One hung above the desk where everybody waiting in line could see it. The elements of the information display, which ought to win an Edward Tufte award, included:
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The usual basics. Gate 4, Flight 395, 8AM, To: Atlanta, Continuing to: Las Vegas. Boarding: 7:30AM.
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Weather. One screenful for Atlanta, another for Las Vegas.
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Seating status. A realtime window onto the secrets formerly known only to the desk agents.
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1st class |
coach |
| seats checked in (claimed) |
22 |
153 |
| seats reserved (unclaimed) |
1 |
22 |
| seats unassigned |
1 |
48 |
Simple. Obvious. And yet, revolutionary. The line was moving slowly, there was only one agent at the desk, blood pressures were starting to cook. But at a glance, I could see that with 22 reserved seats still unclaimed, and 12 people in front of me in the line, there wasn't going to be a problem.
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The standby list. If you're on standby, you show up on this list.
| Standby List |
| JON/T |
| MER/E |
| ROB/A |
| SIM/G |
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Estimated boarding times. These estimates proved inaccurate, but it was still a helpful touch.
| Estimated boarding time |
| First Class |
7:30 |
| Medallion |
7:32 |
| Rows 45-47 |
7:34 |
| Rows 40-47 |
7:36 |
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The cleared list. Formatted like the standby list, but with seat assignments.
| Cleared List |
| SMI/A |
18C |
| GIB/J |
9D |
| MOR/M |
44B |
| SCA/E |
34D |
Instructions explain that if your name appears on the list, you're ready to board. No need to visit the desk, your new boarding pass will be printed at the door.
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The upgrade list. If you've requested an upgrade, you can watch your position float up or down in this list. At one point, an opportunity to buy a discounted upgrade appeared here.
Describing these elements statically doesn't do justice to the dynamic nature of this system in action. [.. ] In any event, congratulations to Delta for doing the right thing, and for doing it so well. [Jon's Radio (full-length descriptions)]
10:43:57 PM
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Oddio, che responsabilità. Vedo che Paolo si dichiara non esperto, lui che può anche girare per i corridoi e chiedere a Simone o agli altri evectoriani. Figuriamoci.
Quello che scrive Cesare mi sembra sensato, quello che scrive Paolo pure, naturalmente. Comunque la risposta breve è che quando questa cosa è venuta fuori ho letto un po' di cose (in particolare la specifica RDF che mi sono portato in spiaggia, facendo alzare sopraccigli e scossare teste) e non ci ho capito (quasi) una cippa. Fin da quando ho letto Roberto Vacca diffido delle cose che non si capiscono subito. Se fossero state importanti avrebbero fatto tutti gli sforzi possibili per renderle semplici. D'altronde certe cose sono proprio difficili di suo, come la meccanica quantistica, o credere al Berlusca. Ciò non toglie che qualcuno ci riesce (a capire l'una e a credere all'altro. Oh, se le proporzioni fossero invertite!).
Per le idee nuove io faccio riferimento a Jon Udell, e fortunatamente il buon Jon qualcosa ha da dire. Anzi, elargisco un link importante, perché è un arbitrato sulla controversia che ha falcidiato il mondo degli Rdf-iani e RSS-ioti, simile ad un'altra che viene direttamente da Jonathan Swift. Paradossale il fatto che lo stesso post di Jon cita Matrix che in questo momento è in TV (e magari qualcuno di voi sta guardando Excalibur).
Questo è un bell'argomento da dibattere, chiamo a raccolta Alberto, che ancora non ha un blog (cosa aspetti?) ma so che ogni tanto mi legge. E adesso Matrix.
Web semantico. Ora che ho un pò di tempo libero ho intenzione di capire meglio questa cosa misteriosa che si chiama Web Semantico. Chiedo l'ausilio di Paolo Valdemarin e Massimo Morelli, che l'argomento lo masticano e bene: se dico qualche boiata correggetemi. [4 banalitaten di Cesare Lamanna]
9:35:48 PM
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mercoledì 13 novembre 2002
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Questa signora, a cui mancano i bigodini in testa per sembrare la vicina coi gatti, quella che da bambini ha sempre minacciato di bucarvi il pallone, è anche una spam queen.
Nell'intervista del WSJ questa simpatica signora confessa di inviare 60 milioni di messaggi al mese, a botte da 150 per non destare sospetti. Quasi quasi le rapisco i gatti. The Economics of Spam [Slashdot]
![[Laura Betterly]](http://online.wsj.com/public/resources/images/Betterly_Laura-FZ19911122002215511.gif)
6:41:00 PM
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martedì 12 novembre 2002
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Torno un attimo sul tecnologico. Mi piace questo concetto, e anche il commento di Tesugen
Kissing Frogs.
Kamen calls this kissing frogs – an analogy that I really like. It's not until you get your hands on a potential solution that you are able to judge whether or not it will work. That's why the principle in XP is about trying the simplest thing that could possibly work – once you try the simplest thing you can think of, you know whether it will work; and if it won't, you are in a better position to come up with other (simple) things that might have a greater chance of working.
In software it's common to decide for a particular solution, start to implement it, only to find that it wasn't good – and then, instead of discarding it, you patch it up here and there until it works. The result is ugly, error prone and require more time to maintain.
You wouldn't get away with this in the physical world – it's too obvious that it's the wrong frog.
[via Tesugen] via [Jinn of Quality and Risk]
Il fatto che spesso il software abbia dei problemi è che nel mondo "reale" i prototipi vengono buttati via, nella realizzazione di un programma spesso si aggiustano (una smartellatina qui, una limatina là) e si vendono. Talvolta è vero.
PS: XP nel post sta per Extreme Programming, non per il sistema operativo. 
9:32:27 AM
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Serra sulla posta elettronica:
[..] oggi nell'inserto del lunedi di Repubblica c'e' anche un bell'articolo di Michele Serra sulla posta elettronica. Un punto di vista low-tech sulla tecnologia quasi sconosciuto al giornalismo italiano che fa un gran bene a tutti. [manteblog]
Per ogni vittima della ciancia elettronica ininterrotta, c'è una Charlie che chiama casa, come un ET che non vuole perdere il suo mondo, e trova sempre risposta. Il gioco vale la candela.
8:54:57 AM
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Good Morning.
Un giorno senza accendere il PC e succede di tutto. La lista delle news è lunga, iniziamo:
FA-VO-LO-SO articolo di Benni su Repubblica: Una guerra preventiva chiamata Mao-Donald. Ieri mattina quasi mi strozzavo dalle risate. Grazie a Paolo per il link.
Molti commenti in Bloglandia sulla trasmissione di Socci. Mi dispiace ma nella vita non c'è tempo proprio per tutto. Socci mi causa un riflesso al dito (di cambio canale) quasi come Piccinini di Controcampo. Con la differenza che a controcampo ci sono le immagini del posticipo. E va beh, anche la Canalis.
8:47:02 AM
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domenica 10 novembre 2002
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Mi associo a Paolo, Simone e Massimo.

Ha ragione Lorenzo Campani quando scrive che Articoli o inchieste sul fenomeno dei dialer latitano. Si fatica a sputare nel piatto in cui ci si sfama ogni santo giorno. Credo di essere stato il primo ( e uno dei pochi insieme a Lorenzo) a parlare estesamente di questo fenomeno ai confini della truffa fin da un articolo del marzo scorso dal titolo abbastanza indicativo: "La Pattumiera". [..] [manteblog]
1:54:12 PM
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sabato 9 novembre 2002
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Dal sito di Filippo Solibello:
LEZIONE DI MERCATI 2: Il piano della FIAT per uscire dalla crisi prevede la riduzione del 26% degli operai e del 21% degli impiegati entro giugno 2003. Filippo Solibello
4:12:50 PM
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venerdì 8 novembre 2002
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Ecco il nostro futuro:

Hubble ha sorpreso l'agonia di una stella molto simile al Sole. [New Scientist]
When a star with a mass similar to that of our own Sun nears the end of its lifetime, it expands to become a red giant. This stage ends when the star ejects its layers, forming a gaseous, faintly glowing nebula.
10:27:39 PM
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Fosse vero. Probabilità? Scarse.
.....manovra?...senso della giustizia?....ricerca di consenso?....o semplice buon senso?...Berlusconi si esprime favorevolmente - con una lettera a Il Foglio - nei confronti di un provvedimento di grazia per Adriano Sofri. [Captain NEMO's Radio Weblog]
10:11:45 PM
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Per curiosità ho provato a scatenare google sul pappagallo verde. Ecco i risultati:
The Soviet PFM-1 scatterablepressure-sensitive blast mine is also known as the "butterfly mine" because of its shape, which unfortunately attracts children who think it is a toy. Millions of these small green mines were scattered from helicopters or launched from artillery throughout the war in Afghanistan. They became so familiar that children began to call them "green parrots". [..] The amount of explosive is small, but it can still take a child's hand off.

9:14:30 AM
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giovedì 7 novembre 2002
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Continuo con cose più serie. Ho letto i due libri di Gino Strada: Pappagalli Verdi, e Buskashi. Per quanto si possa dire di Gino Strada lui là ci va davvero.
In Pappagalli Verdi mi ha impressionato proprio la storia che dà il nome al libro. Una mina antiuomo russa, la PFM-1, in Afghanistan ha l'aspetto di un giocattolo. Un piccolo pappagallo verde. I bambini la prendono in mano ed è l'ultima cosa che toccano, o che vedono. Strada dice:
"[..] così abbiamo immaginato - sapendo che era tutto maledettamente vero - un ingegnere efficiente e creativo, seduto alla scrivania a fare bozzetti, a disegnare la forma della PFM-1. E poi un chimico. a decidere i meccanismi tecnici del meccanismo esplosivo, infine un generale compiaciuto del progetto, e un politico che lo approva, e operai in un'officina che ne producono a migliaia, ogni giorno
Non sono fantasmi, purtroppo, sono esseri umani: hanno una faccia come la nostra, una famiglia come l'abbiamo noi, dei figli. E probabilmente li accompagnano a scuola la mattina, li prendono per mano mentre attraversano la strada, ché non vadano nei pericoli, li ammoniscono a non farsi avvicinare da estranei, a non accettare caramelle o giocattoli da sconosciuti...
Poi se ne vanno in ufficio a riprendere diligentemente il proprio lavoro, per essere sicuri che le mine funzionino a dovere, che altri bambini non si accorgano del trucco, che le raccolgano in tanti. Più bambini mutilati, meglio anche se ciechi, e più il nemico soffre, è terrorizzato, è condannato a sfamare quegli infelici per il resto degli anni. Più bambini mutilati e ciechi, più il nemico è sconfitto, punito, umiliato. "
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11:24:09 PM
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Oggi non ho molto da dire. Potrei stare zitto, invece mi metto in pari con l'arretrato di libri da commentare. Comincio da Senza Sangue di Baricco.

Il commento sarà breve. Risparmiate i soldi. Non nel senso che non dovete leggerlo, ma che è talmente corto (l'editore ha usato tutti i mezzi per riempirci un libro: font grandi, interlinea generoso margini oceanici) che vi conviene risparmiare i 20 euri e leggervelo a sbafo da Feltrinelli. Non è un cattivo modo di passare una mezzoretta.
10:43:56 PM
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mercoledì 6 novembre 2002
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Mi rendo conto che sto commentando gli scritti di Jon Udell solo in inglese (cioè riportando i suoi e basta). E' un peccato perché sono pieni di idee molto interessanti, per cui farò uno sforzo.
Il libro di Jon è pieno di intuizioni. Purtroppo era troppo in anticipo sui tempi (fra le altre cose preconizzava il peer to peer molto prima di Napster) e non ha avuto molto successo. Spesso Jon dice cose semplici ma piene di buonsenso: per esempio oggi ricorda che un bel modo per categorizzare dati non strutturati su web è usare titoli ben scelti e url ben scelte. Se lo si fa, se si pianificano i titoli e le url, strumenti automatici possono costruire automaticamente mappe e riassunti.
Costruire un CMS che imponga l'aderenza di titoli e url a determinate regole sarebbe straordinariamente complesso. Molto più semplice è il concetto di validazione. Le regole potrebbero essere imposte a posteriori da un validatore (un software che ti dice automaticamente se stai rispettando le regole). Si potrebbe allora scatenare un circolo virtuoso. Managing unstructured data: the virtuous cycle. [Jon's Radio (full-length descriptions)]
10:13:11 PM | | | |