Ben tornati.
Due partite da commentare, questa settimana e (udite udite) due vittorie.
Si comincia con la partita contro il Bar dei Fiori, una squadra orrenda, che infatti è ultima in classifica. Potrei descrivervi con minuziosi particolari le stupende giocate che hanno portato alla vittoria della nostra squadra, ma non lo faccio per due motivi: primo non vi interesa, secondo sarebbe tutto inventato perche non le ho viste.
Infatti sono vittima delle toghe rosse (pardon, delle giacchette nere, che non sono quelle con il manganello e l'olio di ricino, gli amici di Lorenzo, ma gli arbitri) che mi stanno perseguitando per tentare di impedirmi di raccontare la verità e in questo caso ci sono riuscite benissimo. Dopo tre ammonizioni ovviamente ingiuste (d'altronde se di depenalizza il falso in bilancio si potrebbero depenalizzare anche i calcioni) è scattata la squalifica. Non potendo ancora disporre di televisioni che rendono lecito ciò che non lo è sono stato costretto a saltare la partita. Inoltre non ho neppure seguito i ragazzi in trasferta, cosa che grazie al mio masochismo avrei voluto fare, ma sono stato spinto dalla mia simpatica consorte ad accompagnare i bambini una festa che ovviamente si teneva la settimana successiva (con simpatica figura di merda: "Driin. E' qui la festa? Per essere qui è qui ma è sabato prossimo").
I ragazzi mi hanno raccontato che benchè il Bar dei Fiori fosse di una pochezza sconcertante, e ben meritasse l'ultimo posto in classifica, l'ultimo quarto d'ora è stato passato dentro l'area a buttare palloni in tribuna per difendere il risultato di 1-2. Gol dei soliti Ricci e Bove, ovviamente. Purtroppo questa vittoria mi toglie la possibilità di infamare i compagni di squadra perchè l'unica altra partita a cui non ero stato presente era finita 6-0 per gli altri.
Passiamo alla partita giocata ieri. Chi aveva promesso che sarebbe venuto a vedere e poi ha clamorosamente bidonato si é perso la miglior partita del Due Madonne in questo campionato. Si gioca con la rivale storica "Atletico Burzanella". Ho virgolettato il nome per segnalare che non mi si è grippata la tastiera, ma si chiamano proprio così. A questo punto sto solo aspettando di giocare con il Cippalippa o il Tarapia Tapioca.
Fin dal riscaldamento mi accorgo che sarà una giornata dura. Mentre noi ci riscaldiamo come al solito sparando cazzate, fumando sigarette e aspettando quelli che arrivano in ritardo, l'AB (perdonatemi se non riscrivo più il nome) fa una serie di scatti e di corse che basterebbero a noi per tre partite. La squadra è notevolmente ringiovanita e il simpatico ciccione che giocava al centro della difesa è in panchina. Si gioca su un campo simile al fondo di una palude prosciugata, con quelle simpatiche crepe di siccità così ben usate da John Ford in "Furore" per significare la carestia. C'è un'altra caratteristica che apparenta il campo all'Oklahoma 1930 descritto nel film (e nel libro di Steinbeck che chi di voi ignorantoni volesse leggere è ristampato da Repubblica credo questa o la prossima settimana. Consiglio di leggerlo specialmente a quelli di destra, tranne a Lorenzo per cui lo sforzo potrebbe risultare eccessivo). La caratteristica sono le tempeste di polvere: si gioca praticamente all'interno di una fabbrica di atomizzato o, per gli sportivi, in mezzo a una tappa della Parigi-Dakar.
L'AB è atletico di nome e di fatto e parte con un pressing molto stretto. Corrono tutti come matti ma il campo è piccolo e correre serve solo a sollevare bibliche tempeste di polvere (sentito un burzanelliano dire "con questa polvere c'è da prendere la tubercolosi (sic!)"). Il Due Madonne ha stranamente un centrocampo molto solido, con Venturelli e Pellegrini che presidiano bene le fasce ma soprattutto con il miglior Sibani dell'anno e un Cuzzani molto in forma che non fanno passare nessuno. Dopo la sfuriata iniziale dell'AB che produce solo polvere, il Due Madonne passa con il solito Bove. Non posso dire di aver visto bene l'azione perchè era celata da un nuvolone bianco, ma alla fine il pallone è entrato. 0-1.
In difesa ce la caviamo benone. Miceli è applicato a un nanetto dotato tecnicamente ma non eccessivamente pericoloso, e Dinone Argentieri applica i suoi ruvidi piedoni a uno spilungone invece abbastanza sgusciante. Purtroppo ci accorgiamo che l'AB non ha nessuna paura a tirare da fuori e va ripetutamente vicino alla porta con tiri da molto lontano, ma potenti. Dinone commette fallo al limite dell'area sullo spilungone e lo specialista dell'AB inventa una parabola perfetta: palla sopra la barriera e esattamente all'incrocio. Bravo lui. 1-1. La partita si apre e ci sono ripetuti capovolgimenti di fronte: Bove e Ricci sono in giornata e mettono sempre in difficoltà gli avversari, mentre gli attaccanti dell'AB colpiscono una traversa con l'ennesimo tiro da fuori. Ma è la nostra giornata: Bove e Ricci confezionano un gol da applausi: lunga fuga di Bove sulla destra, lungo cross dal fondo e Ricci arriva in corsa e la butta dentro al volo. 1-2.
Si festeggia con il gesto della culla in onore di Pellegrini diventato papà giovedì scorso.
C'è ancora il tempo di annullare un gol di Morelli di testa su calcio d'angolo per un fallo di Bove che ha visto solo l'arbitro (un energumeno) e si va al riposo.
Il secondo tempo ha un copione scritto: AB all'attacco e Due Madonne che tenta di pungere in contropiede. E' molto più pericoloso il Due Madonne che manda spesso Bove vicino al gol. A metà della ripresa Dinone ferma il suo uomo con una scarpata palla-piede (più piede a dire il vero) e l'energumeno è irremovibile: Rigore. Lo stadio ammutolisce ( e fa poca fatica perchè non c'è quasi nessuno a vedere ) alla rincorsa del numero 10. Tiro. Parata di Mimmo Battaglia. Olè.
Gli ultimi minuti sono un calvario. Gli atletici hanno ancora fiato da vendere mentre i nostri lo hanno già venduto tutto. Sibani (che ha corso dietro a tutti per un tempo e tre quarti) non ce la fa più. Miceli, il simpatico nonnetto, arranca ma stringe i denti. La squadra non sale. Il mister Rizzoli tenta di dare fiato (e di perdere tempo) inserendo Fortunato, Isidoro e Faggioli. In pieno recupero il libero Morelli esce dall'ennesima mischia e si accorge che tutti gli avversari e i compagni sono dentro la sua area, decide di portare avanti il pallone, resiste a una carica e fa tutto il campo di corsa. Giunto al limite dell'area avversaria la scelta su come impiegare le ultimissime forze prima del reparto rianimazione è fra tentare un ultimo dribbling e andare al tiro o servire Isidoro solo davanti al portiere. Lo sventurato fa la scelta sbagliata e serve Isidoro che si mangia il gol. No comment.
Fortunatamente l'arbitro fischia la fine. Doppia vittoria per il Due Madonne che si allontana dalla zona retrocessione. So già che qualche squilibrato parlerà di dare l'assalto alle prime posizioni ma noi (io e voi) la sappiamo più lunga.
Alla prossima.