Ancora due partite da commentare, prima che il loro brillante ricordo
svanisca nella spazzatura della memoria.
Due Madonne Crevalcore si gioca sullo splendido (si fa per dire) campo di
casa, di fronte ai soliti spettatori che non hanno assolutamente una cippa
da fare.
Il Due Madonne comincia subito forte (causa la pochezza tecnica degli
avversari) e comincia a sbagliare gol a ripetizione. Da galera un gol
sbagliato da Pellegrini a tu per tu con il portiere con tiro ciabattato.
Gli attaccanti del Crevalcore non sono particolarmente pericolosi, anche
perchè colpiti da inzaghite acuta: appena vedono l'area si buttano
agonizzando selvaggiamente. L'arbitro decide immediatamente che per evitare
guai è opportuno dare sempre ragione alla difesa, qualunque cosa succeda, e
applica consistentemente questa tecnica per tutta la partita, fischiando
fuorigiochi fantasiosi e "falli di confusione" ad ogni calcio d'angolo.
La partita sembra avviata ad uno squallido zero a zero ma Bove finalmente in
forma cambia la solita tiritera (cioè che non si segna) buttando dentro un
pallone in mischia. 1-0.
Il Due Madonne approfitta del primo gol segnato in campionato (alla quarta
giornata) per richiudersi in difesa e sparacchiare palloni in tangenziale.
Nel secondo tempo, grazie anche ai numerosi cambi la pressione del
Crevalcore si fa più efficace e il libero Morelli batte 756 rinvii. Curiosa
anche la partita di Coppini, che entra, si fa ammonire e poi espellere in
dieci minuti, sorprendendo anche il pubblico che stava ancora stabilendo le
quote e quindi non ha fatto in tempo a scommettere sulla sua espulsione.
Danneggiato soprattutto Greg in qualità di Bookmaker.
La pochezza del Crevalcore però è grande, e il portiere del Due Madonne non
viene mai impegnato, se non con tiri da fuori.
Vittoria scacciacrisi dunque? La prova si ha sette giorni dopo con la
partita Due Madonne vs Bar Dei Fiori.
Sempre al Barnabeu (Cristina Bonzi, il nome ufficiale, è assai meno poetico)
sempre alle 14 sotto un sole cocente nonostante siamo a metà ottobre.
Ovviamente il Due Madonne ha le maglie invernali.
Il Bar Dei Fiori è una squadra francamente orrenda. Solo così si può
spiegare l'assedio inverecondo che il Due Madonne riesce a fare (nessuno può
credere che i nostri abbiano finalmente imparato a giocare al calcio) nei
primi venti minuti.
Si contano nell'ordine, traversa di Bove a portiere battuto, stop a seguire
di Isidoro Priola a un passo dalla porta e dulcis in fundo, rovesciata di
Morelli salvata sulla riga da un difensore, forse con la mano, con l'arbitro
che dà rigore poi ci ripensa. Il vostro cronista vede così sfumata la
possibilità di raccontare infinite volte la storia di quella volta che ha
fatto gol in rovesciata, pur giocando in difesa. Grande scorno di Morelli e
grande gioia dei futuri nipoti per lo scampato pericolo.
Comunque gol sbagliati (a grappoli) gol subito, è la dura legge del gol
(cfr. 883). Un generoso mani in area di Migliaccio, rigore, 0-1.
La partita si anima perchè quasi immediatamente il Due Madonne segna un gol
fantascentifico: Pellegrini intercetta un lancio lungo e crossa in corsa al
volo. Mentre già tutti si stropicciano gli occhi interviene Priola che segna
di testa.
1-1 e tribuna che si svuota e tutti che corrono a comprare le catene.
All'inizio del secondo tempo finalmente il Bar Dei Fiori fa un cortese
regalo, difensore e portiere si guardano, vado io, vai tu, va lui e Bove
insacca il 2-1.
Sembra fatta anche perchè il Due Madonne continua a sbagliare gol a raffica
(Pescatore, Cuzzani) ma la beffa è in agguato e proprio allo scadere il
numero 9 del Bar dei Fiori inventa il classico pallonetto a "botta di culo"
e insacca, mentre in tribuna Chiusoli accusa apertamente Greg di portare
sfiga, visto che erano dieci minuti che diceva "tanto questi non faranno mai
gol".
Che dire.
Rispetto a due settimane or sono la classifica non è migliorata granchè ma
il morale abbastanza: ci sono altre squadre di scarpazzoni nel girone.
Sabato si visita la prima in classifica che ci aspetta sull'appennino 70 km
da Bologna per farci un culo così.
Alla prossima.