Il lago dei sogni. Nel mio immaginario il lago d'Orta è il più bello e pescoso del mondo. Mi basta chiudere gli occhi per vederlo incastonato tra i monti come una lunga macchia di colore tra la Valsesia e il Mottarone che lo separa dal più grande lago Maggiore. Ovviamente l'Orta non è il più bel lago del mondo. E neppure il più pescoso. Ma nei miei ricordi lo rimane perché qui ho iniziato a pescare. Prima insidiando i persici sole nella darsena del lido di Gozzano, poi raggiungendo in treno la foce del torrente Pescone a Pettenasco alla ricerca dei cavedani e di qualche trota in discesa dai monti. Che, buffo, ripensandoci ora, smontare la canna e arrancare di corsa con gli stivaloni verso la stazione quando sentivo il fischio del treno in arrivo, il segnale sonoro che poneva fine alla mia giornata di pesca. E poco importa se allora, agli inizi degli anni Settanta, il lago d'Orta o Cusio era considerato biologicamente morto, privo di ogni forma di vita a causa degli inquinamenti. La natura è sempre stata più forte della scienza e delle statistiche e in questo lago piemontese dove non doveva esserci nulla io ho preso i primi pesci importanti della mia vita di pescatore. Per questo mi accosto sempre alle sue sponde con una sorta di gratitudine e con la felicità, oggi, di vederlo molto più vivo e vitale di quando ero ragazzino.
D'altra parte io come pescatore sono nato qui. E ai pesci, all'acqua, alle atmosfere di questo lago devo molto della mia formazione, dell'amore per l'ambiente, della passione per la pesca. Nel lago d'Orta ho imparato a vivere gran parte delle emozioni e delle piccole grandi sconfitte dei pescatori.
Oggi il Cusio è stato in gran parte risanato grazie ad un'operazione denominata liming che, alla fine degli anni Ottanta, attraverso l'immissione di tonnellate di carbonato di calcio, ha ristabilito un pH accettabile dando alla natura la possibilità di riesplodere rigogliosa. Tra aggiustamenti e ripopolamenti di vario genere la fauna ittica adesso è abbondante e composta in prevalenza da cavedani e persici reali. Non mancano i lucci, le anguille, le trote (anche lacustri), gli splendidi salmerini alpini e le carpe.
La foto più bella del Lago d'Orta che ho trovato on line è questa dell'isola di San Giulio, scattata dal bravissimo Yutaka Nasuno. L'isola di San Giulio è famosa tra i bambini perchè era la dimora del Barone Lamberto di Gianni Rodari.
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