Lavorare stanca. In un angolo con scrivania e libreria ai piedi del letto, seduto sullo sgabello ergonomico, sprofondato nello schermo dell'elaboratore portatile, rinfrescato da un ventilatore da scrivania (così c'è scritto sulla confezione), nudo quasi come mamma mi ha fatto, circondato da telefono fisso e cellulare, sto lavorando alacremente alla prossima edizione di una pubblicazione gastronomica. Tempi di consegna previsti: 27 luglio. Sfoglio, scartabello, scrivo, tiro fuori appunti vari, telefono e in fondo mi diverto anche (ma questo, per favore, non ditelo all'editore;-). Nel tempo libero sto scrivendo una storia (pomposamente si potrebbe dire un romanzo) e sto cercando qualcosa da fare nei prossimi mesi. L'unico inconveniente di una vita lavorativa precaria è che devi passare del gran tempo a trovare qualcosa da fare *dopo* che avrai finito quello che stai facendo. Questo sì che è un lavoro, un lavoro che stanca.
7:45:19 PM
|
|