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La casa vicino alla fornace
È stato un errore... Spiacevole, ma rimediabile. Al momento in cui ho ricevuto la caparra avevo già deciso di togliere il mandato all'agenzia. Questi sono i trenta milioni che avete versato. Scusatemi, ma mi è proprio impossibile vendere la casa di via della Fiera. Marilisa era sconcertata di fronte allo svanire del sogno di mezza vita. Giacomo Mussoni, suo marito, non sapeva cosa dire. Immobile davanti ai due un uomo anziano, rattrappito, accartocciato su una sedia a rotelle, quasi in difficoltà ad aprire la bocca, ma chiarissimo in quelle parole sillabate: non vendo.
Eppure il cartello sulla porta diceva "vendesi"... tentò per l'ultima volta Marilisa. Scusatemi, ma sono molto stanco, non posso vendere la casa di via della Fiera. Il ragionier Bartolazzi strinse a sé la borsa e provò a sussurrare per l'ennesima volta nell'orecchio del vecchio incartapecorito sulla carrozzella: se non vende adesso dovrà dichiarare fallimento... È un prezzo che alla mia età posso pagare, si leggeva nello sguardo dell'uomo senza gambe: Raniero Bianchini, settantuno anni da moltiplicare per due guardandolo in faccia, un impero immobiliare che si stava sgretolando e una cocciutaggine mai mostrata prima. Che se ne faceva lui, che abitava a Bologna, di quell'inutile casa di via della Fiera? La venda, aveva detto al ragionier Bartolazzi. E adesso che c'erano soldi e compratori lui cambiava idea.
Che vecchio insopportabile, pensò Marilisa guardandolo uscire dalla stanza, cosa gli costava darci quella casa, la "mia" casa? Non ha le gambe, la faccia è una maschera inguardabile e gli occhi devono essere un inferno per tenerli sotto gli occhiali neri. Che uomo cocciuto, par di vedere Raniero da giovane... Marilisa si fermò di colpo e con lei anche il cuore. Due secondi di tonfo e poi riuscì a prendere fiato. Giacomo, domandò d'un soffio al marito, come si chiamava quel vecchio impossibile? Cavalier Bianchini o qualcosa del genere. Bianchini, proprio come Raniero. Sorrise intenerita, stupita, sopraffatta, sconvolta e poi si fermò: non è possibile. Quell'uomo non poteva essere Raniero.
Già, Raniero era forte, abbronzato, alto, giovane... Ma sono anche passati cinquant'anni. Sì, ma aveva le gambe. E gli occhi pure. I pensieri rimbalzavano nell'animo di Marilisa giocando una sorta di partita a ping-pong. Non era Raniero, concluse, era solo un vecchio bizzoso e antipatico che non le voleva vendere la "sua" casa. Forse Giacomo aveva esagerato a tirare sul prezzo. No, Giacomo si farebbe uccidere per farmi felice...
Cavaliere, lei mi ha molto deluso. Disse con tono di rimprovero il ragionier Bartolazzi. Raniero Bianchini non rispose. Fece capire con un cenno del capo che non era aria e si chiuse in un silenzio cupo. Quello che lo accompagnava da sempre. O almeno da quando era diventato quello che era: un uomo inguardabile. Si ritirò nel suo studio. Sulla parete, sotto il canonico quadro, la cassaforte. Si sollevò sui braccioli della sedia a rotelle per aprirla. Eccolo il ritaglio di giornale, la svolta della sua vita. Era proprio lui l'unico sopravvissuto al naufragio del Ribo, il peschereccio che aveva preso fuoco di fronte a Marina Centro il 23 giugno del 1963. Pescatore alla parte di una vongolara, salvato per il rotto della cuffia e portato a riva senza gambe e con pochi avanzi di tutto il reso. Però in qualche modo aveva avuto fortuna: quell'assicurazione stipulata quasi per scherzo, per dare una mano a Gino che si era messo a fare l'assicuratore. Uscì dall'ospedale senza gambe, incassò il premio e si trasferì a Bologna. Se non ti muovi e hai i soldi, li fai fruttare come puoi: lui si gettò nel cemento e gli andò bene. Tanto da potersi comprare anche la casa vicino alla Fornace: la casa di via della Fiera. L'andavano a vedere spesso lui e Marilisa le sere del sabato quando il giorno dopo non si usciva in mare. Si erano innamorati e si bastavano: niente osteria, né balera. Solo quella casa un po' colonica e un po' padronale, con la dependance, e i campi intorno per fare l'amore.
Un giorno dirò basta con il mare, verremo via dal porto e abiteremo qui. Marilisa sorrideva incantata. Poi guardava quell'uomo forte, dall'odore ancora più forte di salsedine e fatica, la pelle scura, seccata dal sole, spazzata dai venti coi nomi che lei non riusciva a imparare. Sì, un giorno compreremo questa casa...
Era domenica pomeriggio quando lei scese dal cannone della bicicletta e lo guardò convinta: Raniero tu sei un pescatore, io una sarta... I nostri figli crescerebbero nel borgo come sbandati. Non potranno studiare. Io voglio almeno un figlio dottore e non sopporto la puzza dei vicoli. Voglio essere una signora e vivere in città.
Ti farò vivere come una regina, aveva risposto Raniero cantilenando un sogno ripetuto all'infinito, lavorerò sodo, comprerò il Ribo, avrò un mozzo... Usciremo dal borgo, andremo via dal porto. Tu avrai un negozio e compreremo la casa vicino alla Fornace... Allungò il collo per baciarla, ma lei si staccò in tempo per guardarlo negli occhi. Era proprio un sognatore e lei aveva tutta la vita davanti. Arrossì, abbassò lo sguardo e sussurrò con decisione: Giacomo Mussoni mi ha chiesto di sposarlo, gli ho risposto di sì.
Chi quel...
Sss, sognatore, sta zitto, non bestemmiare, gli tappò la bocca Marilisa. Tu sei un brav'uomo e io ti amo, disse passando quella sua piccola mano sulla pelle tesa del collo di Raniero. Ma io non sono una donna del borgo, non sarò mai la moglie di un pescatore... Non finirò come tua madre a girare in bicicletta sotto il sole fino alla Sacramora per vendere le poveracce. Ti sei mai chiesto che vita ha fatto povera donna?
Ma io sono diverso, riuscirò a...
Non illudiamoci, tu sei un pescatore alla parte e io una sartina a cottimo. Giacomo mi vuole bene, fra poco il padre gli lascerà il negozio. La sua famiglia ha già una casa da affittare ai bagnanti e presto aprirà una pensione a Marina. Ti penserò tutte le notti Raniero, ma i miei figli cresceranno...
Bottegai, cresceranno bottegai, perché sono figli di bottegai!, sbottò Raniero mentre il sangue gli gonfiava la vena del collo e a stento copriva con la voce sempre più roca le lacrime pronte ad esplodere. Raniero rimase da solo, di fronte al porticato consumato della casa vicino alla Fornace. Tu non potrai mai comprare una casa come quella, è impossibile, gli aveva detto Marilisa prima di andarsene. Raniero di case ne comprò trentadue, compresa quella. Ma quella non volle mai risistemarla, né venderla, né vederla. E lei stava lì, a smontarsi pezzo per pezzo, con il balcone pericolante, il pergolato invaso di rampicanti, l'intonaco chiazzato, la dependance invasa dai topi, le finestre divelte dai ladri e chiuse col cellophane dagli sbandati che cercavano un posto per la notte. Solo il pozzo fu sigillato, per ordine del comune, durante una disinfestazione. Eppure in quella sua immensa tristezza, in quella decadenza, ora colorata dai glicini, ora dalle foglie secche autunnali, era ancora capace di far sognare gli innamorati. E in quanti, bagnini, commercianti, albergatori, commercialisti, avevano chiesto di poterla acquistare. Il padrone sta a Bologna, ma hanno già domandato in tanti. Non la vende. Chissà cosa se ne farà, è uno che a Rimini non viene mai. Poi la fortuna aveva cominciato a girare sbagliata e la Bianchini Costruzioni, l'azienda che a Raniero aveva fruttato il cavalierato del lavoro - coma si fa a far cavaliere uno che non ha nemmeno i piedi da infilare nelle staffe, aveva commentato alla notizia - viaggiava in cattive acque. Sono le cooperative, è la politica, sono le aziende del sud che non pagano i muratori... badava a dirgli il ragionier Bartolazzi. Sono gli anni che passano, rispondeva serafico Raniero al quale, in cuor suo, non importava proprio niente. Aveva messo in vendita la casa colonica per evitare il tracollo. Compratori se ne era fatto avanti subito uno, senza neppure trattare sul prezzo. Aveva versato un acconto senza battere ciglio, in contanti, sulla parola. Pensi un po', gli aveva detto il ragionier Bartolazzi, la vuol intestare alla moglie per regalargliela per le nozze d'oro, certo che l'amore non ha età. Come si chiama la moglie? aveva chiesto Raniero distratto. Girardi, Marilisa Girardi. Non vendo la mia casa alla moglie di un bottegaio!, si era messo a urlare Raniero al punto che la vena del collo sembrava esplodere da un momento all'altro. Ma ragioni... Ragioni lei che è ragioniere io non ho studiato e non ho niente da ragionare. Voglio incontrarla e dirle personalmente che quella casa non è in vendita. Ma è una prassi inusuale... e poi per lei sarà la rovina. Più rovinato di così? Mi ha mai guardato bene?
Il ragionier Bartolazzi abbassò gli occhi imbarazzato: davanti a lui non c'era più il cavalier Bianchini, ma un uomo senza gambe e di lì a poco senza una lira.
Lo sa che aveva ragione Bartolazzi? L'amore non ha età, disse firmando allo stupito ragioniere la procura per liquidare tutti i beni della Bianchini Costruzioni. Casa di via della Fiera a Rimini esclusa.
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