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lunedì 12 agosto 2002 |
Oggi Lunedi 12 Agosto 2002
.Com ha scritto -
Titolo - Il Web fa vetrina ai prodotti tipici. Ma vende poco
Articolo - .....Gli alimentari online hanno attratto gli interessi dei grandi gruppi distributivi, come Esselunga e Coop, ma sul prodotto tipico, sulla metafora del salumiere di fiducia, le imprese originali cresciute a livelli industriali sono proprio poche.
La prima è forse Esperya, nata con pochi quattrini ma con un grande capitale umano - Se penso a tre manager che ci mettono due anni del proprio lavoro dico che Esperya è nata con un capitale di un miliardo e ottocento milioni delle vecchie lire - spiega Antonio Tombolini, fondatore del portale che che nell'Aprile scorso ha ricevuto dal Gruppo Espresso, una lettera di licenziamento. Segno dei tempi, l'enogastronomia dopo la bolla è una delle tante razionalizzazioni in corso.
Ma Tombolini non desiste e lancia nei mesi scorsi una sorta di Telesogno versione web, si chiama Vyta.it (arghh! .com e non .it, ndr.): amici, clienti e fornitori attraverso la sottoscrizione di quote (verifica di disponibilità, ndr.) da 1.500 euro avevano la possibilità di far rinascere il progetto industriale originario, lo scopo era quello di raggiungere 1,5 milioni di euro entro il 10 Agosto. - Con le nostre forze siamo arrivati a 500 mila euro - racconta Tombolini - ora speriamo di poter coinvolgere qualche investitore istituzionale entro Settembre, altrimenti faremo altro nella vita - Con meno non si parte spiega l'imprenditore marchigiano, altrimenti lo fai come dopolavoro, non come un'impresa!
...Ma c'è anche chi non crede al ruolo dei portali, ad esempio Virgilio e Msn, come stuzzica palato (l'articolo parla degli investimenti sulla comunicazione online, ndr.) - Prima i portali avevano i big spender - stiletta Tombolini - ora si rivolgono ai disperati, è un fenomeno che durerà fino a Natale. Cinque, sette mila euro al mese per una piccola azienda che si illude, sono il colpo di grazia - Stefano Betti
11:53:59 AM
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domenica 11 agosto 2002 |
Oggi, Lunedi 5 Agosto 2002
Il Denaro.it ha scritto -
Titolo - Antonio Tombolini: Fuori i soldi!
Strillo - A volte ritornano
Articolo - In questi giorni un’alfiere dell’internet italiano, Antonio Tombolini, già creatore e socio di Esperya (ora controllata da Kataweb-L’Espresso) si è lanciato in una nuova sfida, quella di «Vyta», una sorta di bancarella gastronomica virtuale destinata a far concorrenza alla sua ex-creatura.
Sempre che Tombolini riesca a trovare 1,5 milioni di euro necessari, secondo quanto dichiarato, non a partire, ma a condurre l'azienda all'autofinanziamento e per trovare i quali è stata lanciata fino al 10 agosto «l’operazione fuori i soldi». Gianluca Spoldi
3:48:01 PM
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Oggi, Sabato 3 Agosto 2002
Italia Oggi ha scritto -
Titolo - Prodotti tipici online su Vyta.
Strillo - Tombolini, dopo Esperya, ci riprova.
Articolo - Antonio Tombolini ci riprova. Il fondatore di Esperya, licenziato in tronco insieme ad altri collaboratori dal Gruppo Editoriale Espresso, si rilancia nel modo dell'e commerce. E fonda con la squadra di sempre il sito: Vyta.com. "Torneremo a fare quello di cui siamo sempre stati appassionati: selezionare e vendere ottimi cibi e grandi vini", anticipa Tombolini. "Ma in modo diverso rispetto a prima: creando la prima Internet Company a proprietà diffusa". Dietro Vyta c'è un gruppo di investitori del mondo finanziario, ma soprattutto c'è un progetto diverso: suddividere il capitale tra tanti piccoli investitori, appassionati e realmente coinvolti nel progetto. "L'idea è nata del tutto spontaneamente: mi è stata suggerita dai visitatori del forum aperto sul mio sito personale. E adesso stiamo cercando di concretizzarla", dice Tombolini.
Così è stata promossa una campagna di sottoscrizione online sul sito di Vyta che si chiuderà il 10 agosto. A disposizione ci sono 100 quote da 1500 euro l'una. Il milione e mezzo di euro che verranno raccolti serviranno a dar vita alla nuova spa, di cui saranno azionisti anche i manager oltre al club di Vyta composto dall'azionariato diffuso.
La nuova azienda offrirà il meglio dellla produzione alimentare italiana oltre a molti servizi, tour gastronomici, serate a tema, catering a domicilio e degustazioni. Secondo il Business Plan il break even si realizzerà in 3 anni di attività, passando da 0,5 mln a 2 mln di euro di giro d'affari. Manuela Soressi
3:36:40 PM
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Oggi Venerdi 26 Luglio 2002
Il Mondo ha scritto -
Titolo - Una nuova Vyta per Tombolini
Strillo - Il creatore di Esperya lancia un altro portale gastronomico. Sondaggio sul web in cerca di nuovi soci. Con quote da 1500 euro.
Articolo - Dopo il divorzio da Esperya (gruppo Espresso), il portale che lui stesso aveva fondato nel 1998, Antonio Tombolini si riaffaccia sulla scena dell'e-business. E con un nuovo sito (Vyta.com) torna a vendere prodotti tipici della gastronomia italiana e straniera. Ma la novità è il progetto di assetto proprietario del portale, che Tombolini vorrebbe ad azionariato diffuso. "Attraverso la rete abbiamo lanciato una sorta di sondaggio" racconta ,"per vedere se esistono almeno 1000 navigatori golosi e disposti a entrare in società con una quota di 1500 euro". L'invito a sottoscrivere quote battezzato "Operazione Fuori i Soldi!", potrebbe essere interpretato come sollecitazione al pubblico risparmio e per questo sarà valutato dalla Consob. Ma per ora va avanti: a metà Luglio sono state sottoscritte 145 quote e Tombolini si da tempo fino al 10 Agosto, per raccogliere indicazioni.
Il Business Plan, online, prevede un investimento di circa 1,5 milioni di euro nei primi 3 anni, quando la società potrebbe (il condizionale è d'obbligo) cominciare a generare utili. Scottato da Esperya e sollecitato da produttori e vecchi clienti, Tombolini preferisce tenersi lontano, per il momento, da investitori istituzionali e venture capitalist. Chiuso il sondaggio, deciderà con quale forma societaria partire e come effettuare la raccolta di finanziamenti.
Quello che non cambierà è l'idea di vendere prodotti tipici, ma con qualche differenza rispetto al passato. "Vyta sarà più simile a una bancarella del mercato aperta sulla piazza che a un negozio" sostiene. Questo significa anche un nuovo concetto di sito con link non autoreferenziali e la possibilità di dialogo con portali concorrenti. Fabio Sottocornola.
L'articolo de "Il Mondo" è corredato con una foto "d'antan" (nel senso di quando in estate andava al mare invece di lanciare sondaggi via Web) di Antonio Tombolini, una "schermata" con la pagina dell'Operazione Fuori i Soldi", e alcune piccole immagini dei loghi di vyta.com. (ndr.)
3:33:49 PM
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Punto Informatico è per sua definizione: quotidiano di informatica, telematica e comunicazione dal 1996. Per tanti appassionati della Rete, Punto Informatico non è solo questo. E' il quotidiano più in rete che c'è, in altre parole, il quotidiano costruito in rete da chi *nel suo percorso* ha imparato a riconoscere e usare la grammatica della rete. Punto informatico ha chiesto ad Antonio Tombolini un pezzo che raccontasse di Vyta.com, il suo nuovo progetto d'impresa.
Ecco il risultato: "Chi l'ha detto che il Commercio Elettronico è in crisi?" Una lunga, divertente "storiella" divisa in 3 parti:
"Gli Esploratori", "La nascita del Consumatore", "Il Nuovo Mondo". (ndr.)
Prima parte:"Gli Esploratori".
Il fondatore di Esperya nel capodanno del 2056 spiega ai suoi nipotini l'alchimia impossibile di un e-commerce diverso: quello nel quale la piazza del mercato e' un luogo d'incontro e il mercante un amico
26/07/02 - Roma - Da un racconto al caminetto del novantaseienne Antonio Tombolini ai suoi nipotini, a Loreto, il 31 dicembre 2056
Vedete, nipoti miei, Internet per noi era proprio un mondo nuovo, un mondo che prima non c'era. E quelli che ci stavano erano dei veri e propri esploratori! Quando l'esploratore scopre una terra nuova, mai calpestata prima, non c'è speranza di tenerlo confinato nel vecchio mondo. Ci tornerà, farà la spola magari tra il vecchio e il nuovo mondo. Ma il suo cuore, il suo cervello, la sua anima di esploratore sono ormai catturati per sempre dal nuovo mondo.
Fu così che nel 2002, quando una serie di circostanze - non del tutto piacevoli, in verità - mi mise di fronte alla possibilità di tornare definitivamente sul buon vecchio caro mondo di sempre (quello che all'epoca chiamavano "Mondo Reale", chissà perchè, come se l'altro fosse finto!), non ce la feci. Non ce la facevo fisicamente, intendo. Non potevo distaccarmi dal nuovo mondo che nel frattempo altri esploratori (ben più bravi e in gamba di me) stavano ancora scoprendo.
Certo, nei primi anni della scoperta si crearono molte illusioni. Molti furono quelli che si precipitarono nel nuovo mondo di Internet alla ricerca di ori ricchezze e potere da guadagnare facilmente. Ma non erano esploratori: cercavano cio' che avevano già in testa, ed erano ciechi di fronte alla novità di Internet. Molti finirono per rovinarsi, e per un po' di tempo ando' in giro la voce che il nuovo mondo di Internet fosse un mondo maledetto. Un mondo che andava bene solo per gente strana e un po' disadattata. Per ragazzini sprovveduti e delinquenti furbi. Ma non per le persone per bene. E così, tutti quelli che si erano precipitati a buttare tempo e soldi in improbabili avventure nel nuovo mondo, proprio loro divennero i maggiori detrattori e nemici di questo.
Ma gli esploratori no. Gli esploratori rimasero. Andavano avanti come fa l'esploratore, che non ha una mappa da seguire (non esiste la mappa di un mondo sconosciuto, e se segui la mappa di un altro posto finisce che ti perdi, se non peggio!). Gli esploratori andavano avanti con cautela, con circospezione, un passo dietro l'altro, con le orecchie tese a cogliere ogni minimo rumore, pronti a tirare indietro il piede in caso di pericolo, e a indirizzarlo da un'altra parte.
Ognuno degli esploratori aveva la sua passione. L'esploratore-giocherellone andava cercando modi per potersi divertire in quel mondo così diverso. L'esploratore-filosofo voleva vedere se era possibile esprimere lì un suo pensiero, e se questo suo pensiero potesse accenderne altri. L'esploratore-progettista scoprì che in quel mondo si poteva progettare in tanti e simultaneamente una stessa cosa, per far fruttare così meglio le idee di ciascuno. L'esploratore-giornalista ci mise poco a capire che - per un motivo o per un altro - raccontare balle in quel mondo era molto più difficile che nel vecchio, o per lo meno era molto più difficile essere creduti.
E tanti altri erano lì, circospetti, silenziosi, un po' trascurati dai "big" dell'altro mondo: l'esploratore-scienziato e l'esploratore-artista, l'esploratore-poeta e l'esploratore-designer, l'esploratore-politico e l'esploratore-psicoanalista, l'esploratore-finanziere e l'esploratore-bambino. Insomma, erano tutti lì, intenti ad esplorare, senza avere nessun risultato garantito (anche se poi, come tutti dovettero ammettere ben presto, i risultati arrivarono, eccome!). Ma sapevano già che lì, in quel mondo nuovo, tutti i saperi dell'uomo avrebbero dovuto misurarsi, ripensarsi, ridefinirsi, riconoscersi, ricomporsi.
Non c'era ambito della vita umana che ne rimanesse estraneo. Non se ne accorgevano in molti, a quel tempo, ma gli esploratori lo sapevano. E cio' che è successo negli ultimi trenta, quaranta, cinquanta anni è ormai sotto gli occhi di tutti.
Ma torniamo a noi. E io? Cosa potevo fare io, povero esploratore-mercante qual ero? Provai a vedere se in quel mondo il commercio potesse, o meglio, dovesse, per funzionare, seguire regole e percorsi diversi da quello che ci avevano messo in testa nel vecchio mondo da un centinaio d'anni. Lo ricordo ancora: si chiamava "Marketing". Strana parola, no? A pensarci oggi viene da sorridere... ma allora no, allora era una cosa serissima, e aveva funzionato per più di un secolo! Continua...
Seconda parte: La nascita del Consumatore.
Detto in breve si trattava di questo: a un certo punto il vecchio mondo aveva scoperto che si potevano fabbricare un sacco di cose, e che fabbricarne tante (a patto che fossero tutte uguali!) costava sempre di meno. A questo punto, pero', per guadagnare tanto, era necessario che ci fosse qualcuno disponibile a comprare tutte queste cose tutte uguali: fu così che venne inventato il "Consumatore". Il Consumatore era uno di noi, uno come me, come te. Anzi, il Consumatore era Chiunque: non importava che fosse bello o brutto, bianco o nero, grande o piccolo, forte o debole, buono o cattivo, intelligente o scemo. Il suo compito, nella società del vecchio mondo, era di comprare il più possibile (e infatti se non compravi - o perchè non volevi o perchè non potevi - non eri nessuno).
Per questo fu inventato il Marketing, una scienza vera e propria, dove dei signori esperti le studiavano tutte ad unico scopo: far sì che tutti fossimo dei bravi Consumatori, in grado di comprare il più possibile il più frequentemente possibile il più indipendentemente possibile dal fatto che io avessi o non avessi bisogno di quella cosa e volessi o non volessi comprarla in quel momento.
La scienza del Marketing sembrava invincibile e immortale: pensa che aveva messo su perfino un enorme arsenale, l'"Arsenale del Marketing", proprio così lo chiamavano, perchè comprendeva tutto l'Armamentario (già, adesso ricordo bene: l'Armamentario...) del Marketing. Indovina un po' come ci chiamavano gli scienziati del Marketing a noi Consumatori? "Target" ci chiamavano, "bersagli"! Non è incredibile? Ah, sembra passato un secolo...
Ad un certo punto venne inventata l'arma più forte del Marketing, un'arma davvero letale: la Pubblicità. Bastava martellare (lo so, ormai non le capite più, ma a quel tempo si diceva così, "martellare") di Pubblicità il "target", i bersagli, e i Consumatori correvano a comprare. Naturalmente a vincere era chi martellava più forte, e naturalmente ogni fabbricante di prodotti doveva anche combattere la sua guerra coi suoi Competitors (no, non era uno di quei vecchi film di Schwarzenegger, no: venivano chiamati così quelli che vendevano i tuoi stessi prodotti), e martellare più forte di loro per avere la meglio.
Come spesso accade nelle guerre, il Marketing non si vergognava di ricorrere a tutti i mezzi, compreso l'inganno: e come Ulisse col Cavallo di Troia insinuo' il suo esercito tra le mura nemiche, il Marketing arrivo' ad usare perfino le "buone azioni", la "buona causa" (lo chiamavano il "Cause Marketing") per insinuarsi nella cittadella dei Consumatori più resistenti.
Ricordo che molti non-esploratori, i businessmen, provarono a trasportare il Marketing, con tutto il suo Arsenale e soprattutto con la sua arma letale, la Pubblicità, anche nel nuovo mondo. Duro' poco. O meglio, duro' molto (ricordo che nel 2002 si vedeva ancora Pubblicità su internet, davvero!), ma ben presto si capì che quell'arma, in quel mondo, non serviva a niente. E non serviva a niente perchè la gente scappava via, era come immunizzata dalla Pubblicità. Fior di siti web che piacevano moltissimo ed erano pieni di gente, oh, bastava un giorno che il capo decidesse di metterci la Pubblicità... PAF! sparivano tutti, se ne andavano, scappavano! Anzi, più la Pubblicità diventava subdola e invadente, più la gente del nuovo mondo scappava, e andava a riempire altri posti, altri siti, liberi dalla pubblicità.
Terza parte: Il Nuovo Mondo.
Caspita, mi chiesi io, e adesso come faccio? Qui, in questo mondo, non c'è il Consumatore! E io che sono un esploratore-mercante come faccio a vendere? E se rinuncio a vendere che razza di mercante sarei? Dovete capire questi dubbi, cari nipoti, perchè a quell'epoca il Marketing era diventato così forte che sembrava l'unico mezzo per vendere, sembrava che fosse sempre esistito, e che si potesse vendere solo così.
A me pero' la cosa non quadrava del tutto, e mi misi ad esplorare. Più esploravo, e più mi rendevo conto che su Internet non incontravo Consumatori, ma incontravo Persone, ciascuna col suo nome, o col suo nickname, e soprattutto ciascuna con una voglia enorme di esprimere, di gridare quasi i suoi interessi, le sue passioni, di condividerle, di... metterle in piazza.
ECCO! Questa fu la chiave, nipotini miei. Decisi di mettermi in piazza. In fondo Internet si stava rivelando sempre di più un grande "Forum", una grande "Piazza", anzi, la Piazza delle Piazze. Lo scoprimmo allora: era quella la geografia di Internet. Una geografia di Piazze. Piazze che si creavano e che scomparivano, a volte. Piazze che nascevano e crescevano attorno alla passione condivisa delle persone, attorno alle passioni più disparate, e che al loro cessare scomparivano. E io - ma questo lo sapete - quanto a passione per le cose buone da mangiare e da bere, modestamente... ok, ok, mi mettero' un po' in dieta, la prossima settimana.
Così nacque Vyta.com
Immaginate una bancarella, la bancarella di un mercante ambulante: l'ambulante non ha il suo negozio, la sua boutique, la sua show-room. L'ambulante si mette in piazza con la sua mercanzia. E magari non solo su una piazza, ma su tante. Fu così che andai in piazza. La mia bancarella, all'inizio, non era neanche una bancarella: infatti non c'era niente da vendere (che vergogna per un mercante!). Era questa la mia bancarella, si puo' vedere ancora qui.
Mi misi lì, e cominciai a raccontare ai passanti quello che avevo in mente. La fortuna volle che incontrassi altri esploratori incuriositi dall'idea. Insieme a chi ne aveva voglia cominciammo a discutere del nome della bancarella, e dei prodotti che ci sarebbe piaciuto vendere e comprare (sì, per voi è normale, ma a quel tempo non lo era: raramente un venditore avrebbe comprato per se stesso quello che vendeva agli altri). E parlavamo anche di come farla guadagnare, per farla crescere e diventare più grande, e farci lavorare più persone, e farla diventare sempre più bella. Ci inventammo perfino l'Operazione Fuori i Soldi!
Di tanto in tanto le notizie di quello che stavamo facendo arrivavano di là, nel vecchio mondo. Molti facevano un sorrisino di compatimento. Ma poi cominciarono alcuni a preoccuparsi, altri ad interessarsi: la cosa sembrava funzionare, e cominciarono a scriverne anche i giornali (sì, perfino quelli che si stampano sulla carta!).
Fu così che stando in piazza, mettendo tutto in piazza, incontrammo un sacco di esploratori di tutti i posti e di tutte le età, che ci aiutarono moltissimo. Alcuni avevano un sacco di soldi e ce ne misero molti, per fortuna; altri ne avevano pochi, e misero quello che potevano, che forse era ancora di più perchè era quasi-tutto! Altri non potevano proprio metterci soldi, ma ci aiutarono in mille modi. Dovevamo tirar su un milione e mezzo di Euro: era una bella cifra, a quel tempo, e ci volle un miracolo per riuscirci, che ancora oggi non me lo so spiegare!
Fu così che nacque Vyta.com, la bancarella di cose buone che ancora oggi trovate qua e là per la rete, in tante piazze di Internet. E fu così che - pian piano - anche altri amici mercanti si avvicinarono. Cominciarono a fare anche loro la loro bancarella, e ognuno la faceva più bella dell'altro, così che la piazza stessa, la Piazza del Mercato di Internet, diventava sempre più bella, e gli ambulanti scoprirono finalmente che il mercante che ha la sua bancarella accanto alla tua non è un "Competitor", ma (molto probabilmente) il tuo migliore amico.
Antonio Tombolini
3:30:21 PM
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Oggi Giovedi 25 Luglio 2002
La Stampa web ha scritto -
Titolo - Il nuovo progetto d'impresa di vyta.com
Articolo - Antonio Tombolini e Massimo Bernardi, licenziati insieme ad altri collaboratori a causa dei tagli della società Esperya (Italian food experience), si sono coraggiosamente avventurati in un nuovo progetto d'impresa che si chiama Vyta con lo scopo di raccogliere dei fondi per rendere completamente autosufficiente la nuova impresa di Tombolini&Co.
Per rendere compiuto il progetto occorrono 1,5 milioni di euro con una scadenza per la raccolta fissata al 10 Agosto. Tombolini afferma:"abbiamo diviso il capitale necessario in 1000 quote da 1500 euro ciascuna, in modo che possano partecipare anche amici (molti studenti, molti appasionati di Internet, ma senza troppi soldi) acquistando anche una sola quota". Si tratta dell'Operazione "Fuori i soldi!" che ha permesso di raccogliere attraverso il forum, oltre mezzo miliardo di lire, più di 250.000 euro, oltre ad analoga cifra raccolta privatamente via mail da Antonio Tombolini.
Il fine di Vyta.com è quello di diventare, attraverso un'attività commerciale, un luogo piacevole per tutti quelli che condividono la passione per il cibo, il vino, il territorio, le storie e le persone che li producono. Con questa filosofia, tale attività verra vista attraverso una lente ancora umana e autentica. Anna Masera
3:26:19 PM
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Oggi Martedi 23 Luglio 2002
Enotime.it ha scritto:
Titolo - Vyta: la scommessa di Antonio Tombolini. Contribuisci anche tu!
Strillo - il fondatore di Esperya riparte con una nuova e innovativa esperienza
Articolo - Care lettrici/ Cari lettori,
molti buongustai hanno avuto modo di apprezzare Antonio Tombolini come ideatore e propulsore di Esperya, il primo sito italiano nato per selezionare e vendere rare specialità enostronomiche.
Dopo il suo brusco allontanamento da Esperya di qualche mese fa Tombolini ha pensato a "cosa fare da grande", e si è convinto che molte delle esperienze maturate in precedenza potevano essere trasferite, migliorandole ed incrementandole, ad un nuovo e innovativo progetto.
Da questo ragionamento è scaturita l'idea Vyta che si propone di coinvolgere in prima persona gli utenti con una formula ad azionariato pubblico: l'obiettivo è raccogliere ben 1.500.000 Euro suddivisi in 1000 quote da 1500 Euro l'una. Nel giro di pochi giorni l'iniziativa ha già totalizzato circa un miliardo di lire, cioè oltre 50.000 euro, a riprova della forza dell'idea.
Io stesso ho sottoscritto una quota, e invito anche Te a saperne di più cliccando qui
In bocca al lupo ad Antonio Tombolini per il suo nuovo "stile di Vyta"! Fabrizio Penna
Chi è Antonio Tombolini
Nasce il 4 aprile 1960 a Loreto AN
Dal giugno 1981 al gennaio 1986 guida a Roma il settore ragazzi dell'Azione Cattolica Italiana collaborando con Dino Boffo, oggi direttore del quotidiano Avvenire
A gennaio del 1986 torna a Loreto e il 5 novembre 1986 si laurea in Giurisprudenza con 110/110 e lode con una tesi su "Diritto e tempo in Martin Heidegger".
Nel 1987 si sposa e va a fare il venditore di fondi di investimento e polizze vita dovedura poco
Sempre nel 1997 fino al 1990 lavora per Poltrona Frau, e dal 1990 al 1993 per la Valdichienti
Nel 1993 costituisce con un ex collega di Poltrona Frau una società di progettazione e ingegnerizzazione di prodotti per l'arredamento, la Link srl, che realizzerà gli arredi per la nuova sede del Parlamento Europeo a Strasburgo
Nel 1995 collabora con la Dynaflex, che per prima in Italia produce antenne per telefonia mobile.
Nel giugno 1997 inizia la passione per internet e si consolida quella per la gastronomia; prende corpo l'idea di creare un sito-bottega per vendere i prodotti selezionati in giro per l'Italia. Ci lavora per un anno e mezzo, coinvolgendo il fratello Paolo e l'amico d'infanzia Lorenzo Giuggiolini.
A febbraio 1998 nasce Esperya snc, e a settembre il sito, Esperya.com, è online. Va subito bene, e viene notato da esperti e giornalisti.
Nel luglo 1999 viene firmato un accordo con Kataweb spa, attraverso il quale viene ceduto il 70% di Esperya; Tombolini rimane come amministratore, anche se successivamente cede anche le quote restanti.
L'8 aprile 2002 termina l'esperienza Esperya. Adesso sta lavorando al progetto Vyta.
3:21:53 PM
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Oggi Lunedi 22 Luglio 2002
Winenews.it ha scritto -
Titolo - Licenziato da Esperya, Antonio Tombolini continua a credere nel commercio elettronico...e crea Vyta.com
Antonio Tombolini, fondatore di Esperya (ma poi licenziato nei mesi scorsi dal Gruppo L’Espresso, proprietario di Esperya, ndr) esce allo scoperto ed annuncia la nascita di un nuovo sito di e-commerce dedicato ai prodotti tipici. La nuova impresa si chiamerà Vyta.com ed entro il 10 agosto è possibile sottoscrivere una quota di 1.500 euro, come sostegno e partecipazione all'impresa. "Vogliamo creare una realtà partendo dall'azionariato diffuso" spiega Antonio Tombolini, che invita a visitare il sito www.vyta.com
3:09:51 PM
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Oggi Lunedi 22 Luglio
Italia Oggi ha scritto -
Titolo - Fuori i soldi per Vyta, una sottoscrizione per Esperya 2.
Strillo - Tombolini fonda il secondo sito di e-commerce alimentare.
Articolo - L'indipendenza finanziaria Vyta la vuole ottenere da una pubblica sottoscrizione e in rete. Perchè il progetto prenda corpo serve un capitale di 1,5 milioni di euro, suddiviso in 1000 quote da 1500 euro. Vyta è la nuova iniziativa imprenditoriale di Antonio Tombolini e del gruppo storico che fondò Esperya. Riproporrà la medesima filosofia del sito enogastronomico:"Non è cambiata l'idea. Si è approfondita, si è in qualche modo radicalizzata", dice Tombolini. E-commerce di vini e alimenti di qualità con un'alta componente di servizio, questo si propone Vyta, la "bancarella, che è in piazza, senza porte", come la definisce Tombolini.
Il progetto ha le caratteristiche di essere pubblico e aperto al contributo di tutti:"Un'impresa open source dal suo concepimento". Dal giorno in cui lo stesso Tombolini su Internet, rese noto che Kataweb (proprietaria di Esperya) lo aveva "licenziato", sul forum del sito iniziò un lungo dibattito su come rinnovare un'esperienza e farla sopravvivere senza il ricorso a banche e/o grandi finanziatori, partendo dal presupposto che il profitto non è l'obiettivo, ma un vincolo per raggiungere risultati che non sono misurabili tramite indici finanziari. Dal confronto di idee si è arrivati alla definizione della mission, a un business plan, alla scelta del nome e del logo. Tutto materiale disponibile all'indirizzo vyta.it. (arghh, Vyta.com, caspita, ndr.).
Ora è il momento cruciale, le idee hanno bisogno di robuste idee finanziarie. "L'esperienza condotta con Esperya" spiega Tombolini, "ci da la conoscenza reale e sperimentata dei numeri e dei parametri veri, e non fatta delle fantasie da raccontare agli analisti finanziari al fine di quotarsi in borsa. Numeri veri e reali, al fine di creare un'impresa che funziona e che possa crescere su basi solide".
E' partita quindi l'Operazione: Fuori i soldi. Lo stile ricorda le campagne di autofinanziamento del Partito Radicale, tutti i numeri a disposizione e con un countdown giornaliero che indica le quote sottoscritte e i giorni mancanti alla fine dell'operazione, il 10 Agosto prossimo. Partita da pochi giorni è stata superata la soglia del 10% delle sottoscrizioni (siamo in realtà più avanti, ndr). Il business plan che è online, prevede l'avvio a Ottobre, il pareggio operativo nel 2004 e utili a partire dal 2005.
Chi volesse essere parte di Vyta non ha che da documentarsi e preannunciare la propria sottoscrizione: quota minima 1500 euro. Domenico Murrone
A illustrare l'articolo c'è una schermata dell'Home page di Vyta.com. Grazie a Mimmo Murrone (ndr.)
3:06:12 PM
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Oggi Sabato 20 Luglio 2002
Il Resto del Carlino ha scritto -
Titolo - Tombolini da "vyta" alla nuova bottega virtuale del cibo.
Articolo - O la borsa o la... Vyta. Nasce con un'operazione finanziaria che sposa il rigore di un business plan con la fantasia, la nuova avventura di Antonio Tombolini: già 'inventore' di Esperya, nel mondo dell'e-commerce enogastronomico. Ma anche nella diffusione della cultura del cibo, dei prodotti migliori anche se spesso poco conosciuti dell'immenso giacimento del gusto italiano, e di ciò che vi si lega oltre lo stesso ambito commerciale.
Una vera e propria scelta di Vyta: e Vyta è il nome del nuovo sito - bottega. La cui operatività è prevista per l'autunno. Assieme alla ricerca di investitori 'istituzionali', Vyta ha lanciato in questi giorni una curiosa campagna d'azionariato popolare. Invece che Bill Gates o Renato Soru, Tombolini evoca la Banda Bassotti, Pat Garret e Billy the Kid: l'operazione si chiama, fantasiosamente, «Fuori i Soldi». E prevede la prenotazione, da parte di fans, fornitori, amici, passanti e... scettici, di mille quote della nuova società, ciascuna da 1500 euro. Termine, il 10 agosto. Il tutto, come i piani e i conti di Vyta, il logo, i prodotti 'appetiti' e persino la rivista Magazzyno che vedrà la luce in ottobre, è rigorosamente online sul sito www.antoniotombolini.it, a disposizione di sostenitori e concorrenti.
Perchè tra marketing e new economy, Tombolini sceglie come 'guru' il fruttivendolo che, una volta la settimana, bussa a casa sua. «Gli ambulanti che hanno la bancarella vicino alla sua, sono i suoi migliori amici...». Stefano Lolli
3:02:08 PM
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Oggi: Venerdi 19 Luglio 2002
.Com ha scritto -
Titolo - Nasce Vyta.com, la Telesogno del web.
Strillo - L'imprenditore Tombolini, dopo aver abbandonato Esperya, lancia il sito che cerca i suoi soci tra i propri affezionati clienti e fornitori.
Articolo - Antonio Tombolini ci riprova. Dopo il brusco allontanamento da Esperya, il fondatore del sito ora di proprietà di Kataweb, specializzato nella vendita di prodotti enogastronomici, torna alla ribalta con Vyta.com. "Un nome senza un significato particolare" spiega Tombolini che ci riprova con la vendita di cibi e vini di pregio. Sorretto dalle testimonianza d'affetto ricevute in occasione del licenziamento, il fondatore di esperya chiede di tramutare in euro i messaggi di solidarieta. "La cifra da raggiungere è di 1,5 mln di euro che non servono per partire ma per arrivare".
A differenza di molte start up che chiedevano soldi per iniziare la loro attività e poi proseguivano a batter cassa per continuarla, Tombolini vuole tutti i soldi necessari subito. E poi non chiederà più nulla. A darglieli potrebbe essere entro una ventina di giorni, un gruppo di investitori, a cui si aggiungerebbero 100-150 clienti, tra fan e fornitori, che potrebbero acquistare quel migliaio di quote da 1500 euro l'una necessarie a far decollare questa sorta di Telesogno del web. Al momento sono state acquistate 104 quote (sono in realtà 150) per un totale di 156 mila euro (sono in realtà 225 mila euro). Perchè Vyta nasca però ci vogliona ancora 896 quote (sono in realtà 850) entro il 10 Agosto, daadline stabilita da Tombolini, che presenta il business plan dell'Azienda sul sito.
Il tentativo della Internet e Public Company non solleva reazioni dalle parti di Esperya dove smentiscono qualsiasi problema, tipo cali di fatturato, collegato all'uscita del fondatore e, anzi, segnalano un cambio di strategia. D'ora in avanti Esperya sarà infatti un po' più offline. Un agente si occuperà di contattare ristoranti di fascia alta per proporre i prodotti in vendita sul sito. Un altro tocco di fisicità alla attività di Esperya che nel Gennaio dello scorso anno aveva già lanciato il circuito delle Osterye. Si tratta di un franchising di locali, circa una decina, destinati a diventare un punto d'incontro per gli appasionati di gastronomia. Un modo anche di caratterizzare un sito che fa parte di un segmento, quello dei negozi di alimentari online, dove la concorrenza è durissima. Secondo l'Anee, il 19,2% dei siti di ecommerce italiani sono infatti specializzati in vini, pasta e formaggio. Luigi Ferro.
Beh, grazie a Luigi Ferro e come quelli di Esperya, occhio al fisico! (ndr.)
2:58:59 PM
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Antonio Tombolini ha lanciato nel sito antoniotombolini.it l'operazione: Fuori i soldi, per dare vita a Vyta, il suo progetto d'impresa. Il grande Gino Veronelli ci crede! A tal punto che ha chiesto ad Antonio Tombolini di scrivere in tutta fretta un pezzo per il prossimo numero della sua rivista: Ex Vinis.
Gino perdonerà se ne offro un'anteprima (ndr.)

Mi chiamo Antonio Tombolini. Ho fondato nel 1998 Esperya.com, diventato poi - mi hanno detto altri - il più ben fatto sito di commercio elettronico italiano. Per me era "la mia bottega": una bottega (virtuale, si', ma quanto reale!) di cose buone scovate qua e la' in giro per l'Italia.
L'8 aprile 2002 sono stato licenziato da Esperya. L'azienda che avevo fondato, mi ha licenziato. Puo' capitare anche questo nella vita. Ne rimasi naturalmente addolorato. Ma gli amici, e Gino tra i primi, non mi consentirono di godere del molle e decadente piacere dell'autocommiserazione. Cominciarono subito a spronarmi, a sollecitarmi, perche' si potesse dar vita a un'altra e più bella bottega, forti delle esperienze fatte e degli errori commessi.
E' nato cosi' un vero e proprio progetto di impresa. Si chiamera' Vyta. E' un progetto che non ha segreti: chiunque puo' andare a verificarlo, fin nei dettagli, nelle idee e nei numeri, nel sito internet www.vyta.com
L'impresa, per partire, ha bisogno di soldi, e molti si sono dichiarati disponibili a sostenerla. Per questo e' in corso l'Operazione Fuori i Soldi! Il denaro necessario a far funzionare Vyta, determinato in 1 milione e mezzo di Euro, verra' suddiviso in 1000 quote da 1500 Euro ciascuna, per consentire a tutti gli amici, anche a chi dispone di piccole somme, di partecipare all'impresa. Le quote possono essere prenotate online, su www.vyta.com, oppure inviando un messaggio di posta elettronica a questo indirizzo: quote@antoniotombolini.it
Non so se l'operazione riuscira'. Se non riuscira', pazienza. Se pero' dovesse riuscire sarebbe un miracolo, un miracolo laico della passione e del lavoro di tanti. Io ci provo.
Grazie!
2:53:51 PM
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© Copyright 2002 Massimo Bernardi.
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