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Sudime: Who's this guy?
ATTENZIONE!
1. Se per te - scrivere sul Web significa soltanto: essere brevi ed essenziali, 2. Se per te - si fa peccato a violare le sacre regole della comunicazione,
allora - NON LEGGERE SUDIME.
1. Se invece - sei comunque curioso, 2. Se invece - sei anche paziente, 3. Se invece - sotto sotto, ti è antipatico chi ripete ad ogni occasione - mi raccomando: comunicazione breve e incisiva! -
allora - PROVA A LEGGERE SUDIME
Non avrei scritto Sudime o almeno non l'avrei scritto in questo modo, senza aver letto - Il Padre dei nomi di Paolo Teobaldi - NUMERI. Sono nato a Pesaro il 14-12-1960, in ospedale, terzo figlio, il primo maschio, di Ferdinando e Biancamaria, all'epoca appassionati di twist. Ho avuto un terzo genitore: la Signorina Romani. Vittorina per l’esattezza. Grande, grossa e generosa. ANCORA NUMERI, E RIME PERO’. Ho vissuto a Bottega (quando si dice il destino!) invisibile frazione di Morciola, invisibile frazione di Colbordolo, invisibile comune della provincia di Pesaro. Anzi, Pesaro-Urbino. Ci ho vissuto per 6 anni - dai 3 ai 9, dal 1963 al 1969 - seguendo gli spostamenti di mio padre a cui venivano affidate filiali dell'allora Cassa di Risparmio di Pesaro. In casa c'erano 45 giri di Brenda Lee, Chubby Checker, Elvis Presley, Adriano Celentano, Little Tony e Renato Rascel, suonati fino all'etichetta nell'immancabile mangiadischi. Anni fantastici! passati tra bicicletta, campi a perdita d'occhio, figurine dei calciatori cadute sull'unica strada degna di questo nome, tanto passava una macchina ogni mezz'ora! Mi piacevano da matti Carosello, e come tutti i bimbi allora, andavo a letto solo dopo. Mi divertivo con le rime baciate della pubblicità - AVA-LAVA, GREGORIO-PRETORIO, CALIMERO-NERO - PULITO E DISCIPLINATO. Tra Bottega e Morciola ho frequentato le prime 3 classi delle elementari, ero un bravo studente - pulito e disciplinato - come si diceva allora, unico neo - i capelli lunghi - che lottavo con mia madre per tenere lunghi - si, ho molta nostalgia - A 9 anni la mia famiglia si trasferisce a Pesaro, c'è un'altra filiale da aprire per mio padre e un'altra scuola da affrontare per me - la Scuola Elementare G. Perticari. Addio infanzia bucolica, sono in città!?!? Tutto bene, capelli lunghi a parte. COSA SONO I MASS-MEDIA? E’ il 1971, l'anno in cui Lucio Battisti canta - La Canzone del Sole - e Marvin Gaye: What's going on, la mia canzone preferita di ogni tempo! Vengo iscritto alla Scuola Media Lucio Accio di Pesaro. Li sono sempre pulito ma meno disciplinato, disegno troppi cantanti sul palco, con la chitarra in mano e i capelli lunghi. Con le insegnanti di Italiano come la Signora Lanza stabilisco rapporti intensi, lo farò anche in futuro, meno, con le insegnanti di matematica. Alla fine sarò: Distinto, dopo aver discusso con la Commissione dei Professori di Mass Media e influenza della pubblicità. Quel giorno indossavo una maglietta, ma si diceva già T-Shirt, dei Philadelphia 76ers, era difficile sostenere che non fossi condizionato da pubblicità e merchandising, ma che ne sapevano i professori di amore per il basket americano? INTER. Giocavo molto anche a calcio, ero il n.10 degli Allievi dell’Adriatica: società pesarese con un campo tutto suo e anche gli spogliatoi. Ho sempre tifato per la stessa squadra. Sempre. Sono dell’Inter! NOMI. Nel 1974 arriva il Liceo Classico - Terenzio Mamiani - di Pesaro. Anni belli, gloriosi, anche grazie a Barry White, Stylistics, America, Four Seasons, Al Green, Barry Manylow, Eagles, Ten CC, i Jigsaw di Sky high. Con la Signora Mariagrazia.... ancora un'insegnante d'italiano, siamo d'accordo - immunità dalle interrogazioni a sorpresa e un occhio di riguardo per la condotta, non proprio esemplare - In cambio di cosa? Di una M in più ogni settimana, di quelle che raccontano Pesaro M are, M onti, M usica, M aiolica, M otociclette, M obili… e di un gran trasporto per un amore profondo. Suo, della Signora Mariagrazia - la Lingua italiana, la sua bellezza - Il rapporto con lei è davvero speciale, un giorno mi costringe a riflettere su radici e suoni di 2 nomi che indicano lo stesso tipo di pasta. Fischioni, che sicuramente proveniva dall’uso che ne facevano i bambini nati a Pesaro e nei dintorni e che dava un’idea di povertà e di provincia. Penne, immagine bella e plastica di un taglio perfettamente obliquo in un attrezzo che scrive. E’ stato quel giorno che per la prima volta ho pensato - Mi piacerebbe scrivere per lavoro, non tutti sanno scrivere, non tutti ne hanno voglia, non tutti ne hanno tempo. Mi piacerebbe scrivere per gli altri, dietro onesto compenso - DI SOLITO MI ARRENDO ALLE PASSIONI TRAVOLGENTI! Il 75 e il 76 sono gli anni della musica. La musica di allora, musica Pop era il nome. E' l'inizio di una vera e propria contaminazione, ma non vado dal dottore, di solito mi arrendo alle passioni travolgenti! A proposito, molti miei coetanei salutano con entusiasmo una grande passione - la radio -. Sul modello di quella americana ma con un carattere tutto italiano nascono le prime radio libere. sono coinvolto, voglio parlare alla radio, di quello che mi interessa sperando che interessi anche gli altri, di musica soprattutto. Ci riesco, ho un programma tutto per me. Si chiama - Supermax - la radio è Radio Punto di Pesaro - nome per esteso impronunciabile per uno che è attento ai nomi - Bel dilemma, scrivere per mestiere o parlare alla radio per mestiere. La tendenza è comunque chiara - "sostenersi" attraverso le proprie passioni - QUELLA STORIA, QUEI NOMI. C’è un'altra passione quella per l’architettura, o forse farei meglio a dire per la storia, quella italiana in particolare, quella di un periodo preciso ancora più in particolare - 1400-1550 - A scuola in storia me la sono cavata bene, ma quando si arrivava a quel periodo alzavo la media! Quella storia, quei nomi - Firenze, Lorenzo il Magnifico, l’Accademia Platonica, Brunelleschi, la Cupola di Santa Maria del Fiore, lo Spedale degli Innocenti, Palazzo Pitti, la Cappella de Pazzi, il Bargello, Orsanmichele, Donatello, la Terracotta invetriata, Michelangelo, le Vite dè più eccellenti architetti, scultori e pittori, la Rinascita - Musica, ancora musica per le mie orecchie! SONO MATURO. Sono maturo per il Liceo Classico - Terenzio Mamiani - nel 1979, l'anno di Smokey Robinson, Bee Gees, Earth Wind & Fire, Bobby Caldwell, Orleans e di Rupert Holmes con Escape, esco con 48, vado a Londra. Mi iscrivo all’Università degli studi di Urbino, Lingua e letterature straniere, e divento per la prima volta “Direttore Artistico” di una radio: Radio Antenna 3 di Pesaro di proprietà del PCI. Guadagni sempre misurati ma comunque uno stipendio, io, che non ho la tessera e non sono mai stato comunista, e anche molto divertimento. CULTURA MUSICALE ENCICLOPEDICA. I guadagni misurati mi riempono d’orgoglio ma non ripagano i giorni e le notti passati a leggere, a documentarmi, Voglio sapere tutto, T-U-T-T-O sui musicisti, sulle loro vite, sulle loro morti, sulle loro scelte, sui dischi che hanno inciso, sui testi delle loro canzoni, sulla posizione in classifica che hanno raggiunto, su cos’è il blues, il jazz, il soul, il rhytm’n blues, il pop, il rock’n roll e i derivati: blues del delta, quello di Chicago, il jazz caldo, freddo, swing, rock, il rhytm’n blues bianco, quello nero, il funk, il sound di Philadelphia, quello di Detroit, la Motown, i mods, i punks, gli skins, l’heavy, l’hard, l’easy, l’adult. Mi faccio sulla materia quella che si dice una cultura enciclopedica, di solito disprezzata proprio perché enciclopedica ma che a me piace molto avere. Ascolto in particolare - Gino Vannelli, Hall&Oates, Robert Palmer, Steely Dan - SERGENTE MAGGIORE. La convivenza con la vita universitaria non è esattamente facile, in particolare quella con la Facoltà di lingue e Letterature straniere, al contrario storia e architettura mi chiamano, Firenze mi tenta, lascio Urbino nel 1982. Vado avanti con la radio facendo un lavoro che è a metà tra quello di speaker e quello di giornalista musicale. Invio la recensione di uno dei miei dischi preferiti dell'epoca a una rivista musicale - Rockstar, che la pubblica, non prendo una lira ma sono felice. Scrittura e musica, farò sul serio il giornalista musicale? Più prosaicamente il servizio militare, a Bologna. Mi congedo nel 1984 da sergente maggiore, con in testa Duran, Spandau, Culture Club, John Waite, Hall & Oates, Prince, gli Industry di State of the Nation. Sergente maggiore, dicevo, ehm, ...si qualche guardia l'ho fatta. TOCCO CON MANO. Vengo ricondotto alla ragionevolezza dai miei 3 genitori, lascio la Radio e vado a Firenze. Mi iscrivo all'Università - Facoltà di Architettura. Sono giorni bellissimi, tocco con mano e stupefatto incanto i miei miti - i muri, i giardini, i palazzi, le chiese, i ponti. Studio, gli esami vanno bene. Vivo in Via del Teatro. Amo Firenze di un amore intimo e profondo. PUBLICAN HOUSES. Nel 1987 un amico - Roger Ceccolini - mi dice - Rilevo un pub a Pesaro, vieni e fai il mio socio, magari non sei sempre li, ma fai il mio socio - Macano 6 esami alla laurea. Che faccio? Mollo tutto e vado al Pub? Faccio così. La storia delle Publican Houses di Londra mi piace, il commercio anche, e il locale - il Big Ben Pub - è proprio bello. Il nome non l'ho scelto io c'era già, ma non poteva essere che quello! Imparo con soddisfazione a familiarizzare con clienti, fornitori, personale, fatture, bolle, prima nota, partita doppia, e soprattutto con cibo e bevande. Riprendo a lavorare in radio: Radio Veronica di Pesaro. Alla fine saranno tante, ahimé, i nomi non sono eccelsi - Radio Città 1, Radio Antenna 3, Radio Veronica, Radio City One, Radio Sabbia, - occhio al sito è puro flash - Radio 105 per una sola estate, Radio Città, Veronica Hit Radio, network nel Centro Italia (c’era già l’headline e pensate, tra i dj ci sono ancora io?!?!) che ho diretto dal 1996 al 1999 - MI SPOSO. L’anno dopo mi sposo con Anna che avevo conosciuto nel 1977! Era ora! E' stata e continua a essere una storia bellissima. La decisione è importante, ho bisogno di musica. Ascolto: George Michael, Gloria Estefan, i Breathe, Terence Trent D'Arby, Keith Sweat, Michael Jackson, Sade. Nasce Giacomo - nostro figlio. Mi piaceva che da lì, da Giacomo, derivassero un gran numero di cognomi italiani: Giacomi, Iacopo, Di Giacomo, poi i suffissi: Giacomelli, Giacometti, Giacobini, Giacomuzzi, poi le contrazioni: Giaco, Giacchi, Zacchi, e infine le aferesi: Como, Cometti, Comuzzi. Adesso sono un uomo sposato e con prole, vado avanti così per alcuni anni, senza colpi di testa, con la piacevole divagazione di un contributo al libro d’arte - Il Palazzo Medici Riccardi di Firenze, per i tipi di Giunti Editore - che mi chiese un amico dei tempi di Architettura, allora in Giunti. COME HO FATTO? HO A DISPOSIZIONE UN’ ALTRA VITA. Fare radio continua a piacermi e divertirmi, conosco i musicisti, soprattutto italiani e li intervisto - Giorgia, Vasco Rossi, Irene Grandi, Lucio Dalla, quel genio incompreso di Sergio Caputo, Biagio Antonacci, Mango, Ron, Samuele Bersani, Luca Carboni - e anche stranieri - Sting, e, intimidito come miscredente a cui si aprono le porte del paradiso, il mio mito di ogni tempo - Daryl Hall - Grazie alla Radio nel 1996 conosco Internet. Sono stordito, colpito allo stomaco, non mi stacco più - chissà chi ha pagato quelle bollette! - è come se avessi a disposizione un altro mondo, rapidamente mi accorgo di avere a disposizione un’altra vita. SCRIVEVA COME UN dIO. Cosa penso di Internet è espresso come meglio non potrei in questo scritto di Antonio Tombolini, il fondatore di Esperya, a cui inviai un messaggio di posta elettronica nel 1999 dopo aver a lungo, molto a lungo letto, analizzato, setacciato, scandagliato la sua bottega online. Non resistevo, dovevo scrivere a quella persona che adesso mi faceva bruciare dentro, che scriveva e comunicava nel suo sito, nel Web, come IO AVREI VOLUTO FARE. Era un colpo basso, scriveva come un dio e vendeva cibo e vino, cose così buone da essere sorprendenti, diceva lui. Eh si che di cose buone ne avevo mangiate al Big Ben Pub - venduto l'anno prima a una gentile sciura milanese che desiderava trasferirsi nelle Marche per lavorare - Feci anche un ordine, e incredibile, tutto mi arrivò perfettamente conservato e sorprendentemente buono. Ah, questo è il Commercio Elettronico, pensai? Antonio mi rispose, non era tanto frequente allora e nemmeno oggi. Ci incontrammo al Ristorante Cucina Mariano di Senigallia e in breve incoraggiato dalla musica di Goo Goo Dolls, Lauryn Hill, New Radicals, Babyface, R.Kelly, Teddy Riley, lasciai la Radio e venni assunto da Esperya. ESPERYA. Esperya è stata una grande scuola, lì ho imparato e lavorato tanto. Mi sono occupato di comunicazione, ero l’Ufficio Stampa. Lavoro bello ho subito pensato, c’è da SCRIVERE! Per il sito, per le campagne, per il profilo aziendale, per la case history, per i comunicati stampa, per i prodotti, per il forum, per la intranet, per i clienti. E c’è da COMUNICARE! Con i media, con chi partecipa ai seminari, con i produttori, con chi lavora in altre aziende, con gli operatori culturali, con i Comuni, con le Provincie, con le Aziende Autonome, con gente talentuosa e interessante. E c'è da ORGANIZZARE - liste stampa, indirizzari, incontri con la stampa, presentazioni, convegni, congressi, eventi fieristici, servizi fotografici, riprese televisive. Ho fatto tutto questo e - mi dicono - l'ho fatto bene. D'altra parte lì tutti lavoravano come pazzi, entusiasmando, stimolando, coinvolgendo, interessando. Ma la cosa che mi ha divertito di più sono stati quei nomi - bagoss, bitto, scimudin, erbazzone, caciocavallo podolico, tarantello,ficazza e polmone di tonno, ciauscolo, coda di volpe, sassoscuro, viola del pensiero - NUOVA VYTA. Conclusa nel Luglio 2002 la bellissima avventura con Esperya, sto attualmente lavorando al progetto Vyta.
***************************************************************************************** Non avrei scritto questa parte di Sudime o almeno non l'avrei scritta in questo modo, senza aver letto - il CV. di Antonio Tombolini - Per dire alcune cose SUDIME ci sono volute molte parole molti nomi e molte liste. Le prossime due, ve lo prometto, sono le ultime. Sono le cose che ho imparato a fare, e quelle che invece non imparerò mai.
LE COSE CHE SO FARE - 1. So pensare. 2. So scrivere bene in Italiano. In particolare per siti internet, newsletter, forum, intranet, brochure, house organ, profili aziendali, case history, comunicati stampa, schede prodotto, campagne pubblicitarie. Anche recensioni di dischi. Anche brevi critiche artistiche. 3. So leggere, parlare, scrivere benino in Inglese. 4. So credere e mettere molto entusiasmo nelle idee che mi interessano. 5. So organizzare bene quello che serve per comunicare: uffici stampa, liste stampa, indirizzari, incontri con i media, presentazioni, convegni, congressi, eventi fieristici, servizi fotografici, riprese televisive. 6. So creare molta attenzione intorno a persone, cose o marchi. Generare interesse, a patto che queste persone, cose o marchi siano per fatti loro, interessanti. 7. So curare bene, rendere amichevoli e quindi utili, le relazioni con altre persone. 8. So usare bene il computer 9. So stare su Internet 10.So viaggiare per piacere e per lavoro 11.So parlare bene in pubblico, in occasione di conferenze, conferenze stampa, convegni, seminari, lezioni, trasmissioni radio e TV. 12.So che incontrare molte persone in un giorno mi renderà felice! 13.So lavorare senza tregua. 14.So riconoscere un disco dopo pochi secondi se: uscito prima del 2001 e se non fa proprio schifo. 15.So guidarvi per Firenze, e farvela apprezzare molto, anche se la odiate, forse.
LE COSE CHE NON SO FARE -
1. Non so fare i lavori dicasa, invidio gli uomini-bricolage. 2. Non so fare le cose che non mi interessano. Neanche ci provo. 3. Non so dire le bugie. Questo mi crea qualche problema, ma non riesco a fare diversamente. 4. Non so essere puntuale. Esco di casa all'ora dell'appuntamento se non devo fare molta strada. 5. Non so rinunciare alla mia personalità, ma allo stesso tempo vivo bene soltanto in un mondo CONDIVISO. Ecco perchè mi piace tanto vivere nella rete. |