Colloquio di lavoro
Mi presento puntuale, attendo 20 minuti e finalmente si inizia. Lui legge il mio CV e pare soddisfatto che abbia vissuto per parecchio tempo all’estero. Tocca a me: rapidamente gli spiego cosa faccio nel mio attuale impiego (account manager per un’azienda che opera nel settore delle telecomunicazioni con prodotti rivolti agli stranieri) ma puntualizzo che nonostante tutto l’esperienza più significativa è stata senza dubbio l’aver lavorato 7 anni in aeroporto. Prende la palla al balzo e mi dice subito che il lavoro prevede il contatto costante con gli stranieri, quindi mi chiede se io abbia dei pregiudizi verso di loro. No, non li ho: gli “stranieri” sono sempre stati i miei clienti. Tocca a lui: il lavoro è nell’area marketing, si svolge per buona parte fuori dall’ufficio contattando associazioni culturali, circoli, consolati etc. Disponibilità a partecipare ad eventi in occasione di festività delle varie etnie distribuendo volantini. Il 90% del lavoro è a Roma ma l’anno prossimo si passerà ad “attaccare” Milano, Torino, Genova etc… Massima disponibilità a viaggiare, niente straordinari: si recupera il giorno dopo; niente indennità di trasferta. Potere decisionale nullo, tutto si decide a Londra qui si attua. Stipendio più basso di quello che prendo ora. Mi presenta l’eventuale “collega” la quale dopo un “ciao mi chiamo Pinco Palla” mi chiede “che rapporto hai con gli extracomunitari?” Buono, rispondo e riattacco la tiritera del lavoro in aeroporto etc. etc.. Continua illustrandomi i suoi attuali compiti e ci salutiamo.
Il mio lui riceve una telefonata piuttosto lunga ed io mi ritrovo a pensare che tutto sommato non è andata poi così male. Mi pare di avere l’esperienza giusta per questo posto. Sullo stipendio sono disposta a trattare, mi dico. Lui termina la sua chiamata e conclude il nostro incontro dicendomi che mi farà sapere ma che non ho nessuna esperienza di pubblicità radiofonica o affissioni pubblicitarie nè i titoli per l’incarico: “Vede, mi spiega, da Londra cercano una persona che sia laureata e che abbia 2 anni di esperienza nello stesso tipo di lavoro, oppure senza laurea ma con 4 anni di esperienza. Grazie per essere venuta ci sentiamo tra un paio di settimane”.
Vado via e cerco di ricapitolare: cercano una laureata, che abbia 2 anni di esperienza (o 4 senza laurea), che passi il 40% del tempo lavorativo in giro, che faccia gli straordinari distribuendo volantini alle feste e che prenda uno stipendio mediobasso e che si limiti ad “attuare” strategie decise altrove.
5:46:27 PM
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