Blognotes
Foglietti in ordine sparso

 













Subscribe to "Blognotes" in Radio UserLand.

Click to see the XML version of this web page.

Click here to send an email to the editor of this weblog.
 
 

La Pasqua ortodossa

 

La Settimana Santa (Megali Evdomada)

 

Domenica delle Palme (Ton Vayion)

Questa festa richiama l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme dopo la resurrezione di Lazzaro.

Le chiese vengono decorate con rami di palme, mirto ed alloro. Si mangiano piatti a base di pesce salato e fresco, in particolare la zuppa di baccalà. L’usanza di mangiare pesce è legata simbolicamente alle lettere che compongono la parola pesce in greco: Ichtys  Isou Christos Theou Yos Sotir (Gesù Cristo, Dio, Figlio, Salvatore). Il pesce  era al tempo stesso simbolo e parola d’ordine dei primi Cristiani perseguitati dai Romani.

 

Lunedì (Megali Deftera)

 

Martedì (Megali Triti)

La messa è dedicata alla lettura delle scritture riguardanti Maria Maddalena: in questi giorni le prostitute partecipano alla messa. Come vuole la tradizione le casalinghe imbiancano le case (credevate che il biancore delle case greche fosse solo a scopo turistico?), i bordi dei sentieri e i tronchi degli alberi.

 

Mercoledì (Megali Tetarti)

Il mercoledì Santo è dedicato all’unzione dei fedeli con l’olio santo (efheleo) che poi viene portato a casa ed utilizzato  con un rametto di origano per ungere gli altri membri della famiglia, le icone religiose ed altri oggetti sacri. Questi rametti vengono poi conservati accanto all’icona della famiglia per periodi di emergenza dato che è credenza che essi abbiano poteri curativi. In ogni casa in costruzione si mette un rametto di origano unto con l’olio santo accanto alle fondamenta.

 

Giovedì (Megali Pempti)

E’ uno dei giorni più importanti nelle celebrazioni. Le donne si alzano prestissimo la mattina perché è in questo giorno che iniziano i preparativi per la festa della Pasqua.

Nella mattinata la chiesa viene decorata in nero, viola e bianco. I preti si vestono con paramenti neri e croci argentate. Vengono letti passi del Vangelo sull’Ultima cena. A tutti i fedeli viene impartita la Comunione con un cucchiaio che contiene un pezzetto di pane benedetto ed un goccio di vino.

Dopo la messa del mattino, le donne corrono a casa per continuare i preparativi. Generalmente si tingono le uova di rosso (kokkina avga). Il colore simboleggia il sangue di Cristo e l’uovo stesso è un simbolo universale di rinascita e fertilità.  Una leggenda popolare racconta che ad una donna che portava un cestino pieno di uova venne detto che Gesù era resuscitato. Lei incredula rispose che sarebbe stato più facile che le sue uova fossero diventate rosse. Quando guardò di nuovo il cestino le sue uova erano diventate rosse.

In questa giornata si preparano anche i pani di Pasqua (Tsoureki). Sono pani dolci ricchi fatti  con pasta lievitata e molte spezie tra le quali: semi di anice e semi tritati di ciliegie (machlepi). I pani sono decorati con un uovo rosso, frutta secca e mandorle. Vengono sfornati anche dei biscotti decorati per i bambini (Koulourakia).

La messa della sera è la più lunga di tutta la Settimana Santa ed è chiamata la Liturgia dei dodici Vangeli, nella quale il prete legge 12 passi del Vangelo che descrivono la Passione di Cristo. Dopo il quinto passo, viene letta la Crocifissione ed al centro della chiesa viene posizionato un crocifisso ad altezza naturale. I fedeli lo adornano con tre candele e mazzi di fiori. I rimanenti  sette passi del Vangelo si riferiscono alla morte e alla sepoltura di Cristo. A questo punto la partecipazione dei fedeli si fa molto intensa: le donne vegliano tutta la notte il Crocifisso intonando inni funebri e tessendo con i fiori un letto (Epithaphios) per adagiarvici il corpo di Cristo. E’ credenza che le anime dei morti vengono rilasciate durante questa notte quando il Salvatore scende sulla terra.

 

Venerdì (Megali Paraskevi)

La mattina si assiste alla Messa della scesa di Cristo dalla croce e le campane suonano a lutto per l’intera giornata. Poco prima di mezzogiorno l’Epithaphios viene decorato con un panno dorato. L’Icona del corpo di Cristo resta in piedi fino alla sera ed i fedeli sfilano davanti ad essa inchinandosi e baciandola. Si va poi in  pellegrinaggio per altre chiese per vedere come sono decorati gli Epitaphios.

  • Nota: a Marpissa (villaggio di Paros) si celebra una suggestiva processione che prevede quindici fermate. In ognuna di esse è rappresentata, da persone vere, una scena: la Crocefissione, l’ultima cena, la resurrezione etc. Le strade sono coperte di foglie di mirto e di alloro che calpestate emanano un profumo intenso e molto suggestivo. I fedeli che partecipano alla processione con le tradizionali candele marroni. Alla testa della processione c’è il crocifisso portato da coloro che ringraziano per i favori ricevuti o da coloro che devono chiederne.

 

Sabato (Megalo Savvato)

In questa giornata si completano i preparativi. Si sacrifica un agnello e con le sue interiora si prepara la famosa zuppa Mageiritsa (le interiora tagliate piccolissime si fanno bollire con cipolla, aneto e riso. Prima di servire si condisce con una salsa di uovo e limone: agvolemono). La zuppa, il formaggio fresco, le uova rosse ed il Pane di Pasqua saranno le portate per la cena che segue la messa di mezzanotte.

Durante la messa della sera, nella chiesa si fa molto rumore per scacciare i demoni che vorrebbero impedire la resurrezione del Signore.

All’avvicinarsi della mezzanotte tutti si recano in chiesa con le candele bianche o decorate con fiocchi e giochi per bambini. Le luci dei villaggi si spengono e su tutta l’isola cala il silenzio. Allo scoccare delle 12 è festa grande! Fuochi d’artificio, la gente si abbraccia e si scambia gli auguri: Christos Anesti! (Cristo è risorto) si risponde Alithos Anesti! (Così è risorto). Dalla chiesa esce la processione dei vescovi e dei preti che portano la luce, simbolo della risurrezione, alla gente che accenderà le proprie candele per portarle a casa. E’ segno di buona fortuna tenere la fiamma accesa fino a casa dove si traccerà una croce con il fumo sul portone d’entrata.

A questo punto la famiglia si riunisce intorno alla tavola per la cena di mezzanotte iniziando la celebrazione con la rottura delle uova. Il più fortunato è colui che romperà le uova altrui senza danneggiare il suo. Questa è la più antica tradizione Pasquale e risale all’epoca Bizantina.

 

Domenica: (to Agion Pascha)

A pranzo si celebra una versione più semplice della cena della sera prima. Tutta la famiglia è impegnata a cuocere l’agnello sullo spiedo.

* Ringrazio il team di Parosweb.com per le informazioni fornitemi


Click here to visit the Radio UserLand website. © Copyright 2003 Silvia.
Last update: 08/04/2003; 21.27.41.