Come sopravvivere al 28 maggio 2003
Vivo, in ufficio, a stretto contatto di gomito con due juventini, uno dei quali (il capo) manda con gli altoparlanti del computer ogni cinque/dieci minuti l’inno della Juventus, e ha detto che lo farà fino a domani sera: gli serve per caricarsi, per “dare tutto” nella finale. Non posso cercare solidarietà in sua moglie (anche lei in ufficio con noi) perché, figuriamoci, è milanista! Se non fosse che sono socio, e non dipendente, credo che ci sarebbero tutti gli estremi di un gravissimo caso di “mobbing”… Ma questo è niente, di fronte alla domanda insistente che mi ronza continuamente in testa, e alla quale non so ancora dare una risposta: “Cosa farò domani sera alle 20,30?”. Vediamo di affrontare ora l’argomento.
Opzione 1: “Guardo la partita”.
In questo caso occorre trovare un modo di comportamento dignitoso di fronte a mia moglie (che non guarda le partite, ma si dichiara, ahimè, juventina!), e soprattutto qualcosa che distolga la mente, del tipo: “Guardo la TV, ma penso ad altro”. Devo tenere il volume molto basso, in modo da essere continuamente disturbato dal più piccolo rumore (e con i bambini in casa questo non è affatto difficile!). Posso anche lasciare “casualmente” il telecomando in mano loro, e far finta di arrabbiarmi se cambiano canale. Devo ricordarmi di fare ogni tanto qualche commento del tipo: “Che spettacolo per gli italiani… Una bella soddisfazione di fronte agli inglesi… Questa è la rivincita per la delusione dei mondiali…” e così via… Non guasta qualche commento “tecnico” di approvazione verso le giocate di Del Piero o di Inzaghi. Insomma, occorre dimostrare di essere realmente interessati allo spettacolo, tanto chiunque vinca è sempre una squadra italiana!!!
Opzione 2: “Non guardo la partita”.
E’ un gravissimo errore ammettere di non guardare la partita perché tanto “…non me ne frega niente, e mi farebbe solo inca..are!”. Bisogna invece mostrarsi superiori al basso livello del tifo calciofilo, magari tirando fuori tutto il repertorio delle più banali frasi fatte: “Uffa… miliardi e miliardi per ventidue uomini in mutande che corrono dietro un pallone… Sì, una volta seguivo il calcio, ma ora è diventato uno schifo… è solo una questione di soldi… non ci si diverte più… Io guardo solo la nazionale, anche se dopo i mondiali…” e via discorrendo! Posso anche dire che “Sì, mi piacerebbe guardare la partita, ma proprio stasera ho una riunione importante fissata già da tempo…”. Ho anche l’urgenza di innaffiare il giardino, che sta soffrendo molto per i due mesi e passa di siccità, e mi dispiacerebbe far seccare il prato, ottenuto con così tanto lavoro e passione… Naturalmente non posso perdere la puntata odierna di “Mi manda Raitre”, che proprio stasera tratta di un problema che mi riguarda da vicino… Oppure possiamo uscire: ormai fa caldo, e una passeggiata coi bambini è proprio quello che ci vuole, mia moglie me lo dice da un po’ di tempo, e per lei posso ben rinunciare ad una partita!
Opzione 3: “Faccio uscire mia moglie e i figli, li mando a prendere un bel gelato con la scusa che voglio vedere la partita in pace, mi chiudo in camera e… MI METTO A PIANGERE COME UN BAMBINO!”
5:03:16 PM
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